Cyberbullismo in crescita: sempre più adolescenti vittime “della rete”

«Vorrei solo sfogarmi un po’ e sentirmi ascoltata. I miei compagni scherzano, ma certe cose mi fanno sentire una ragazza stupida». Racconta così Maria, 17 anni, a Telefono Azzurro, trovando la forza di liberarsi da un peso che la opprime, di esprimere le difficoltà che subisce in classe dove alcune volte i compagni si arrabbiano con lei, altre scherzano, altre la deridono. Una volta un pugno viene vissuto come un gesto confidenziale e scherzoso, altre volte risulta doloroso e punitivo. Maria si sente confusa: Telefono Azzurro ha rappresentato un approdo sicuro, che ha accolto la sua sofferenza, ha rinforzato la possibilità di confrontarsi con i suoi genitori, ha sottolineato il suo coraggio di chiedere aiuto e ascolto, le ha offerto la possibilità di disporre di un professore di sostegno che la accompagni nel corso delle lezioni. «Mi sento già più felice e serena per essermi alleggerita da quel peso», ha infine confidato.

Maria è solo uno dei tanti nomi di adolescenti, ragazze e ragazzi, vittime di (cyber)bullismo, sempre più numerosi: secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2023 in Italia il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito, nei 12 mesi precedenti, episodi offensivi, aggressivi, diffamatori o di esclusione, sia online sia offline. Il 21% ha riferito di averli subiti più volte al mese e circa l’8% con cadenza almeno settimanale, in numero maggiore i maschi rispetto alle femmine (21,5% contro 20,5%) e un’incidenza superiore tra i giovanissimi di 11-13 anni (23,7%).
È emerso, inoltre, un trasferimento del fenomeno sempre più presente e dilagante nel web: circa 34% degli adolescenti italiani ha dichiarato di aver subito atti vessatori o molestie online nel 2023, confermati anche dai dati dello studio ESPAD®Italia 2024 in cui si riporta che oltre 1 milione di studenti, tra i 15 e i 19 anni, ha subito episodi di cyberbullismo nel 2024, una cifra in crescita rispetto ai periodi precedenti. Inoltre, il 32% ha dichiarato di aver agito come cyberbullo almeno una volta, esercitando soprattutto forme di aggressione attraverso insulti nelle chat di gruppo, con differenze di genere nelle modalità di azione: più dirette e pubbliche tra i ragazzi, più indirette e relazionali tra le ragazze.

I dati in Europa

Non va meglio in Europa: i dati dell’OMS segnalano che, in media, l’11% degli adolescenti risulta vittima di bullismo a scuola, con una quota più alta e in rapido aumento in caso di cyberbullismo. Un adolescente su sei è stato vittima di prevaricazioni online, nel 2022. A livello internazionale lo studio Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) dell’OMS, condotto in 44 Paesi e regioni, attesta che ugualmente l’11% degli adolescenti ha subito episodi di bullismo a scuola, senza differenze significative tra ragazzi e ragazze e che il 12% degli adolescenti (1 su 8) ha praticato il cyberbullismo, con una maggiore incidenza tra i ragazzi (14%) rispetto alle ragazze (9%), con un trend in crescita rispetto al 2018, passando dall’11% al 14% tra i ragazzi e dal 7% al 9% tra le ragazze. Ancora più rilevante è il dato sulle vittime: il 15% degli adolescenti, circa 1 su 6, ha subito episodi di cyberbullismo, con percentuali simili tra maschi (15%) e femmine (16%), ancora una volta in crescita rispetto al 2018.

Dati che rivelano un importante sommerso: non tutti i ragazzi trovano il coraggio di esporsi e di chiedere aiuto. Paura, vergogna, senso di isolamento e sfiducia negli adulti continuano ad essere gli ostacoli più significativi che frenano le richieste di dare voce a quanto hanno subito. Si stima che lo faccia una sensibile minoranza: ad esempio nel 2025 sono stati gestiti da Telefono Azzurro 181 casi di bullismo e 24 di cyberbullismo. Le segnalazioni hanno riguardato prevalentemente attacchi legati alle caratteristiche fisiche, pari al 72,5% dei casi di bullismo e al 9% di cyberbullismo, motivazioni di tipo culturale, corrispondenti al 12% di episodi per il bullismo e al 2% per il cyberbullismo, di orientamento sessuale e identità di genere, rispettivamente il 3,5% per atti di bullismo e l’1% di cyberbullismo.

A chi rivolgersi per chiedere aiuto?

Telefono Azzurro è un valido aiuto che offre ai ragazzi, da 38 anni, uno spazio sicuro in cui esprimersi ed essere ascoltati subito. Tuttavia da solo non è sufficiente a contrastare efficacemente un fenomeno complesso e in continua evoluzione, come il cyberbullismo: è necessaria una “alleanza” sinergica, la costruzione di una rete solida e coordinata tra Terzo settore, Istituzioni pubbliche e aziende private. E iniziative mirate, come i protocolli d’Intesa sottoscritti da Telefono Azzurro con il Ministero della Difesa e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, finalizzati a rafforzare prevenzione, educazione e protezione di bambini e adolescenti consolidando un sistema integrato di intervento o campagna di sensibilizzazione che hanno l’obiettivo di portare attenzione sul fenomeno e sulle gravi ripercussioni per la salute mentale di bambini e adolescenti. Perchè “Il cyberbullismo fa male davvero” come il bullismo, messaggio su cui fa leva l’ultima campagna di Telefono Azzurro: sebbene le azioni si perpetuino e si consumino nel mondo digitale, le ferite che il (cyber)bullismo provoca non ha nulla di virtuale. Le conseguenze per chi ne è vittima sono reali, profonde e spesso lasciano cicatrici che accompagnano bambini e adolescenti per tutta la vita. Effetti simbolizzati nell’ultima campagna di Telefono Azzurro da uno smartphone che si trasforma in un oggetto dal vetro infranto, metafora visiva di una violenza che passa attraverso lo schermo ma colpisce come un’arma. «Il bullismo e il cyberbullismo non sono solo comportamenti violenti – dichiara Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro – ma fenomeni che possono incidere profondamente sulla salute mentale di bambini e adolescenti: l’esposizione continua a offese, esclusioni e umiliazioni può compromettere il loro benessere psicologico e lasciare segni duraturi. Per questo Telefono Azzurro è ogni giorno al fianco dei ragazzi, offrendo un aiuto immediato e qualificato. Per affrontare questa emergenza è necessario un impegno coordinato, attivo e condiviso, perché solo lavorando insieme è possibile proteggere i più giovani: è la rete che fa la differenza».

Per contattare Telefono Azzurro: 196.196, attivo H24, 7 giorni su 7.

Francesca Morelli

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