Le aspettative degli italiani al rientro dalle vacanze

Rimettersi in forma, fare (e mantenere) buoni propostiti, come riprendere l’attività fisica e seguire una sana l’alimentazione, sapere gestire meglio lo stress, ovvero organizzare la vita nel modo più compatibile con le esigenze della quotidianità. Sono gli auspicati obiettivi degli italiani al ritorno dalle vacanze, secondo il sondaggio realizzato da Corposostenibile che ha coinvolto 17mila utenti della propria community, formata da donne e uomini di età variabile tra 25 ai 70 anni. Non basta tornare in forma, quindi perdere peso, come priorità segnalata solo dal 15% degli intervistati: le aspettative degli italiani allargano gli orizzonti. Fra questi, sentirsi meglio fisicamente (26%), avere più energia (22%) e maggiore cura della tavola (18%).

«Il rientro dalle vacanze – spiega Matteo Sciaudone, fondatore di Corposostenibile – viene spesso vissuto come il momento in cui bisogna ridimensionare immediatamente eventuali eccessi e ripartire con regole più rigide. Obiettivo che tuttavia sta cambiando, verso un’esigenza che include lo stare meglio nel complesso e riuscire a mantenere nel tempo le nuove abitudini». Emergono tra i dati più interessanti il desiderio degli italiani di un approccio alimentare più flessibile (68%), che metta d’accordo la vita di tutti i giorni e le abitudini individuali, quindi lavoro, vita sociale, eventuali imprevisti e soprattutto piacere del cibo, a fronte di una dieta precisa e ferrea, scelta solo dal 9% dei partecipanti all’indagine, mentre il 18% preferirebbe un piano alimentare strutturato ma sostenibile. «Una delle difficoltà più frequenti – commenta Angelina Galiulina, nutrizionista e co-fondatrice di Corposostenibile – è pensare all’alimentazione come a qualcosa di perfetto affinché possa funzionare. In realtà, un percorso efficace devere potersi adattare alla persona e alla sua quotidianità: mangiare bene non significa eliminare tutto ciò che piace, ma imparare a costruire un equilibrio che possa essere mantenuto anche quando le settimane diventano ricche di impegni e richiedono cambi di programma». Per gli italiani la dimensione emotiva gioca un ruolo importante nel rapporto con il cibo, fino a condizionare le abitudini alimentari per il 72% degli utenti da “molto” (28%) o “abbastanza” (44%). Incidono ad esempio stress e pressione della quotidianità che possono tradursi nella maggiore ricerca di cibi gratificanti, in una alimentazione più disordinata, nel saltare alcuni pasti. Ciò sottolinea come nutrizione e benessere psicologico siano integrati. Un altro dato di rilievo si riferisce agli eccessi alimentari, seguiti per una parte significativa degli utenti, dal senso di colpa: il 64% degli intervistati dichiara di provarlo almeno qualche volta dopo aver mangiato o bevuto più del solito, di averlo sperimentato spesso (21%), abbastanza spesso (19%), almeno qualche volta (24%). «Il modo in cui mangiamo – aggiunge la nutrizionista – non dipende solo dalla fame o dalla conoscenza delle regole nutrizionali. Emozioni, stress, stanchezza e abitudini quotidiane possono influenzare concretamente le nostre scelte. Lavorare sul rapporto con il cibo significa dunque anche comprendere cosa accade fuori dal piatto».

Sono diverse le dinamiche con cui gli italiani reagiscono a questa situazione “eccessiva”: il 35% dichiara di cercare semplicemente di voler tornare alla propria alimentazione abituale, il 25% di mangiare meno il giorno successivo, il 15% di provare a compensare attraverso una maggiore attività fisica.La contrapposizione tra “compensazione” e “ritorno alla normalità” diventa così uno degli elementi centrali del rapporto con il benessere dopo le vacanze: da una parte la necessità di “rimediare” a ciò che si è mangiato, dall’altra la capacità di considerare l’episodio all’interno di un equilibrio complessivo.

«Un pasto più abbondante o un regime diverso dalla propria routine mantenuto per qualche giorno non cancella il percorso fatto – precisa Galiulina-. Tuttavia, il rischio è di entrare in un meccanismo che vede coinvolti eccesso, senso di colpa e compensazione, rendendo ancora più difficile costruire un rapporto sereno con il cibo. La risposta più sostenibile è spesso più semplice: tornare alla propria normalità, senza punizioni e senza la necessità di ricominciare da zero». La “sostenibilità” riguarda anche l’attività fisica, che spesso per gli italiani risente della mancanza di tempo (61%), indicato dal 34% come il principale problema o della poca costanza segnalata dal 27% degli italiani. Oltre a identificare sani e buoni obiettivi, la sfida è mantenerli “attivi” nella quotidianità. «Quando si ricomincia dopo una pausa – conclude Sciaudone – il rischio è voler recuperare tutto subito: più allenamenti, più restrizioni, obiettivi più ambiziosi. Tuttavia, se il ritmo scelto non è compatibile con la propria vita, la probabilità di abbandonare il percorso in tempi brevi è elevata. Dunque, meglio partire da abitudini semplici, sostenibili e ripetibili: la costanza nel tempo vale più dell’intensità di poche settimane».

Francesca Morelli

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