Come proteggere la pelle dei bambini dal rischio di Melanoma

Far indossare un indumento protettivo, come una maglietta di cotone o di fibra naturale di colore chiaro, meglio ancora se “attivo” contro i raggi ultravioletti, i cosiddetti capi di abbigliamento anti-UV UPF 50+, occhiali da sole ben coprenti, cappellino o bandana sono ottime strategie per proteggere i piccoli dagli effetti del sole, come scottature, eritemi e arrossamenti. E poi, se vi è necessità di svestire i bimbi e farli ad esempio sgambettare sulla battigia o costruire un castello di sabbia, giocare con formine, secchiello e paletta, si conoscono i buoni comportamenti per la tutela della loro pelle? Perché gli esperti lo dicono a gran voce: la prevenzione, contro le problematiche cutanee, in particolare il melanoma, parte all’infanzia. Dunque che fare? Seguire le indicazioni, un decalogo di best practice messo a punto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, azioni semplici, ma molto efficaci nel porre una barriera tra i rischi del sole e “assorbirne” solo i benefici, è un’idea molto saggia. La raccomandazione è di non dare appiglio alle credenze popolari, quindi a falsi miti, ma fidarsi delle evidenze scientifiche e dei professionisti esperti in materia, che educano mamme e papà, o i care-giver, come i nonni, facendo conoscere il seguente decalogo:

“Il melanoma riguarda solo gli adulti”. Non è così, anche i bambini possono sviluppare un melanoma, sebbene si tratti di una forma rara che rappresenta circa l’1% dei tumori maligni pediatrici. «Nel tempo – spiega la dottoressa May El Hachem, responsabile della Dermatologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma – abbiamo visto crescere la preoccupazione dei genitori riguardo ai nei dei bambini, ma spesso il rischio percepito è sproporzionato rispetto alla realtà. Ad esempio, tanti piccoli vengono sottoposti a controlli dermatologici troppo precoci e non necessari, sebbene va detto che il melanoma pediatrico esiste, ma in una percentuale molto bassa, qualificando questa problematica come rara in questa popolazione, mentre poca attenzione è data alla vera prevenzione: la protezione dal sole».

E proprio in questo contesto occorre screditare le tante fake news circolanti.

  • “Se un bambino prende qualche scottatura non succede nulla”. Niente di più falso: le scottature in età pediatrica, soprattutto se ripetute, sono la base che eleva il rischio, anche in maniera importante, di sviluppare un melanoma in età adulta. Questo perché la pelle dei bambini è più vulnerabile ai danni provocati dai raggi UV e ne conserva la memoria, con effetti sulla lunga distanza.
  • “La crema solare serve solo al mare”. Sbagliato! La protezione solare è necessaria anche durante attività sportive all’aperto, passeggiate, piscina e centri estivi: l’azione dei raggi UV è attiva anche lontano dalla spiaggia. Quindi in un qualsiasi contesto di svago non deve essere trascurata l’applicazione dello schermo solare.
  • “Con le nuvole non ci si scotta”. Chi l’ha detto? Non certo i dermatologi pediatrici che infatti fanno sapere che i raggi ultravioletti attraversano le nuvole e possono danneggiare la pelle anche nelle giornate coperte. Quindi il cielo a pecorelle non è un buon motivo per non spalmarsi un bello strato di crema.
  • “Ogni nuovo neo nei bambini è pericoloso”. Affatto: durante l’infanzia e l’adolescenza possono comparire nuovi nei. Questo evento è fisiologico, non lo è invece un neo che subisce rapidi cambiamenti, in forma e colore, che ha una crescita anomala o inizia a sanguinare. In questi casi è necessaria la visita del dermatologo.
  • “Bisogna portare tutti i bambini dal dermatologo molto presto”. No, in assenza di segnali sospetti, come quelli appena citati ad esempio, la prima visita dermatologica può essere demandata verso i 10-12 anni. Fanno eccezione un nevo di medie dimensioni o gigante, presenti dalla nascita, meritevoli di un costante monitoraggio dermatologico nel tempo con percorsi dedicati o altre indicazioni del pediatra in funzione di particolari specificità. Controlli troppo precoci e ripetuti rischiano di creare ansia senza benefici clinici.
  • “Solo i bambini con pelle chiarissima rischiano il melanoma”. Tutti i piccoli sono potenzialmente esposti allo sviluppo, ma quelli con pelle più scura hanno un’arma in più, una protezione naturale che li salvaguardia in parte da questo rischio, ma non li esenta da qualsiasi forma di prevenzione e protezione dal sole.
  • “Basta mettere la crema una volta al giorno”. L’effetto barriera della crema si esaurisce con il passare delle ore, la sudorazione, le docce o i bagni in mare. Quindi, anche i filtri con alto fattore di protezione, il cosiddetto “schermo totale”, vanno applicati almeno 20 minuti prima di mettersi al sole e poi ogni 2 ore, dopo il bagno o una sudorazione intensa.
  • “Il sole è sempre un nemico da evitare”. C’è la tendenza a demonizzare il sole, che invece ha molti effetti benefici, ad esempio aiuta a rafforzare le ossa dei piccoli e stimola la produzione di Vitamina D, preziosa per la salute dell’organismo. Quindi? Bisogna imparare a esporsi correttamente, evitando le ore in cui la radiazione solare è più intensa, quelle centrali della giornata, utilizzare adeguate protezioni e seguire i consigli degli esperti.
  • “Se un neo non è irregolare allora non è un problema”. È stato già anticipato: nei bambini è particolarmente importante osservare l’evoluzione dei nei secondo gli indicatori segnalati, meritevoli di attenzione e approfondimento.

«Dobbiamo aiutare i genitori a uscire dalla logica della paura – conclude la dottoressa El Hachem –. Il sole non è un nemico da evitare; piuttosto è l’esposizione che va gestita adeguatamente. La vera prevenzione si fa con comportamenti corretti e informazioni affidabili, non con allarmismi».

di Francesca Morelli

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