Giovani e fumo: è “dipendenza” da nicotina

Sigarette elettroniche, pouches cioè sacchetti di nicotina, marketing digitale: sono alcune delle nuove strategie che rendono la dipendenza “cool” tra i giovanissimi. E il mix tra fumo classico e svapo aumenta i rischi per la salute. È la realtà tracciata dagli esperti nazionali e internazionali, nel recente Congresso ECToH 2026 (European Conference on Tobacco or Health) che si è tenuto a Milano (20-23 Maggio), organizzato da Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori), che sta raggiungendo dati preoccupanti. In Europa circa 4 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni d’età utilizzano prodotti del tabacco e in numerosi Paesi, come nel Regno Unito, le sigarette elettroniche stanno ormai superando le sigarette tradizionali tra i più giovani. La prima sigaretta elettronica per 1 ragazzo su 7, tra i 15 e i 18 anni d’età, viene “svapata” sotto i 13 anni. Evidenze che sottolineano come la vera emergenza non è più il fumo, ma la una dipendenza totale da nicotina. Sotto accusa ci sono e-cig, prodotti a tabacco riscaldato e le nicotine pouches (le bustine di nicotina da assumere oralmente, che spopolano sul web). In Italia, si stima che i consumatori regolari di e-cig e tabacco riscaldato nella fascia d’età 18-34 anni siano quasi 1,7 milioni (dati ISS-ISTAT), costituendo quasi la metà, circa il 45%, di tutti gli utilizzatori di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato presenti nel nostro paese. Dati che sono confermati anche a livello internazionale. Uno studio condotto in Irlanda, all’interno del sistema di sorveglianza ESPAD, su oltre 5.500 ragazzi tra i 15 e i 18 anni, rivela che quasi 4 su 10 hanno già provato la sigaretta elettronica e più di uno su cinque la usa regolarmente. Ancora più preoccupante è l’età di inizio: il 13,7% dei ragazzi ha utilizzato e-cig prima dei 13 anni. I nuovi dispositivi stanno favorendo la percezione, soprattutto tra i giovani, che la nicotina sia un’ abitudine “normale”, moderna e socialmente accettabile e le nuove proposte del mercato sono un rischio, attrattivo e molto pericoloso.

«La cosiddetta riduzione del danno proposta dall’industria del tabacco rappresenta una strategia di mercato molto efficace, ma pone interrogativi sempre più importanti di salute pubblica – spiega Silvano Gallus, epidemiologo dell’Istituto Mario Negri e presidente del comitato scientifico di ECToH Milano 2026 – in quanto queste nuove abitudini al fumo stanno incentivando la possibilità di sviluppo di dipendenza da nicotina, altamente possibile nei giovani che svapano la prima e-cig, sotto i 13 anni. Inoltre la promessa che la sigaretta elettronica aiuti a smettere di fumare si scontra con la realtà dei dati italiani, che dimostrano come lo svapo spesso non favorisca l’addio alle sigarette tradizionali, ma anzi causi ricadute». Molti ragazzi finiscono così nella trappola del “consumo duale” (fumare e svapare contemporaneamente), un mix che aumenta i rischi per la salute anche rispetto a chi fuma solo sigarette tradizionali: +29% di rischio cardiovascolare, +39% di rischio di ictus, +41% di rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva e +42% di patologie del cavo orale. Ma a chi imputare queste nuove tendenze?  Se la nicotina è tornata di moda, un ruolo importante lo ha anche, e soprattutto, lo smartphone: uno studio francese del Comité National Contre le Tabagisme ha scovato, solo 2024, ben 668 annunci illegali online di prodotti alla nicotina, veicolati tramite SMS, newsletter e social. Il re della promozione è Instagram, dove influencer e inserzioni spingono i prodotti puntando su aromi accattivanti, stile di vita e promozioni esclusive, targettizzando i giovanissimi. Le armi per combattere la dipendenza da nicotina, che sia da sigaretta tradizionale o elettronica, esistono: fra queste la citisina, un principio attivo naturale molto promettente, la cui rimborsabilità del Servizio Sanitario Nazionale è stata approvata di recente e che è disponibile in percorsi di disassuefazione, come terapia di supporto integrata, in Centri antifumo.

Francesca Morelli

Articoli correlati