“Le Parole dell’ASMA”: è la campagna educazionale promossa dalla Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), in occasione della Giornata Mondiale dell’Asma 2026 (5 Maggio), rivolta ai genitori. Come si svolge? Sfruttando un mezzo comune, il linguaggio e le parole, facili, semplici, chiare e incisive, divulgate attraverso i più innovativi strumenti di comunicazione, i canali social di SIAP. A partire dal 5 maggio e fino alla fine del mese, ogni giorno su questi canali istituzionali (https://www.facebook.com/SIAIPweb e https://www.instagram.com/siaip_pediatria/) sarà pubblicata una parola chiave legata all’asma nei bambini, accompagnata da una spiegazione breve, molto comprendibile, ma scientificamente corretta. Un percorso quotidiano che vuole aiutare soprattutto le famiglie a comprendere termini, sintomi e strumenti di gestione legati all’asma, riducendo il disorientamento che spesso segue la diagnosi. Fondamentale è sapere le manifestazioni classiche con cui l’asma si manifesta: tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o senso di costrizione toracica sono segnali da non sottovalutati. «L’asma è una patologia molto frequente in età pediatrica – spiega la professoressa Amelia Licari, Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – ma ancora oggi può essere sotto-diagnosticata o riconosciuta con ritardo, soprattutto nei bambini più piccoli, nei quali i sintomi possono essere meno specifici. Mentre una diagnosi tempestiva è essenziale e permette di avviare precocemente un percorso terapeutico efficace, anche nel prevenire le riacutizzazioni e le complicanze. Aiutare i genitori a comprendere il significato delle parole che accompagnano la malattia, significa gestire meglio l’asma, con maggiore consapevolezza e meno preoccupazione».
Se non adeguatamente trattata, o se intercettata con ritardo, l’asma può sviluppare alcune implicazioni collaterali importanti: disturbi del sonno, stanchezza diurna, difficoltà di concentrazione, assenze scolastiche e lavorative, accessi urgenti in Pronto Soccorso e, nei casi più gravi, mortalità evitabile. Sintomi e fenomeni che sono oggi meglio gestibili e controllabili grazie a efficaci terapie che agiscono sull’infiammazione bronchiale in particolare, consentendo alla persona con asma di ridurre il rischio di crisi e condurre una vita quotidiana il più possibile normale. «Per un controllo efficace nell’asma, come avviene oggi nella maggior parte dei casi – aggiunge Gian Luigi Marseglia, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Pavia e Presidente SIAIP – è necessario fare alleanza tra specialisti, pediatri e famiglie e investire in (in)formazione in ambito di prevenzione delle riacutizzazioni, miglioramento della qualità di vita dei bambini e gestione più appropriata delle risorse sanitarie. Come società scientifica sentiamo la responsabilità di tradurre queste evidenze in strumenti utili per la quotidianità delle persone». Nulla di meglio che con “Le Parole dell’ASMA”! «Non basta dire ai genitori cosa fare- commenta Michele Miraglia del Giudice, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Past President SIAIP – è fondamentale metterli nelle condizioni di capire». E questa iniziativa raggiunge l’obiettivo: «Affrontare l’asma pediatrica significa accompagnare ogni giorno le famiglie in un percorso complesso, fatto di gestione, comprensione e adattamento – conclude Mario Picozza, presidente di Federasma e Allergie. “Le Parole dell’ASMA” rappresenta un passo concreto in questa direzione, perché rende più accessibili informazioni fondamentali per i genitori. Inoltre, promuove il lavoro sinergico con la comunità scientifica: solo attraverso un dialogo costante tra medici, associazioni e istituzioni possiamo fornire strumenti utili per convivere con questa patologia e migliorare la qualità di vita dei bambini». Moltissimi, solo in Italia si stima che interessi il 10% della popolazione pediatrica, con forme di asma grave in circa il 3% dei piccoli. Garantire loro qualità di vita, ridurre le assenze scolastiche e il ricorso a cure urgenti e ricoveri non è una necessità, è un dovere.
Francesca Morelli