Serve un caffè per lenire il suono della sveglia che, specie in alcuni momenti dell’anno, come a settembre si associa a una connotazione, poco gradita: richiamo mattutino alla normale quotidianità. Impegni, scadenze, lavoro, scuola, responsabilità. Pare che un caffé, appena alzati, resti per moltissimi italiani una “confort zone”, una iniezione di energia per dare il via alla giornata, almeno secondo l’indagine SWOA (Social Web Opinion Analysis) di Nescafé. Emerge, infatti, che quasi 8 italiani su 10 (78%) vive con fastidio o stress il ritorno della sveglia, sviluppando un “Alarm Clock Anxiety” dopo il periodo estivo. Ansia provata dal 64% degli intervistati già la sera precedente al rientro.
«È utile riorganizzare il rientro al lavoro fin dai giorni precedenti la fine della vacanza – spiega Monica Mellone, psicologa e psicoterapeuta – prendendosi cura della qualità del sonno, evitando gli schermi almeno un’ora prima di andare a letto. Anche tecniche di respirazione e rilassamento o tisane rilassanti, come la camomilla, possono essere efficaci. Al rientro è meglio ripartire gradualmente, senza riempire subito le giornate di troppi impegni, dandosi degli obiettivi realistici e soprattutto un ordine di priorità tra le varie attività. Infine, bisogna concedersi il tempo necessario per ritrovare il proprio equilibrio».
Ad aggravare l’Alarm Clock Anxiety è il fatto che il 69% degli italiani associa il ritorno della sveglia alla fine della libertà estiva, con il 58% che dichiara che il risveglio mattutino costituisca l’aspetto più difficile del rientro, ancor più della ripresa di lavoro e scuola. Una strategia efficace, secondo gli esperti, è associare il momento del risveglio a un’esperienza gratificante, identificata dal 72% degli italiani in una buona colazione che precede l’ascolto di musica, fare attività fisica e informarsi sull’attualità. Inoltre, se consumata con calma, la colazione favorisce per il 61% degli italiani un umore migliore nelle ore successive. Il caffè continua a avere un ruolo principe: per il 65% degli italiani è il primo gesto che segna l’inizio della giornata, il 52% lo associa a un momento di condivisione e socialità. Il caffè da solo tuttavia non basta, serve contrastare la sindrome del ritorno della sveglia con 5 comportamenti corretti:
- Creare un rituale piacevole appena svegli che consenta di ridurre l’ansia anticipatoria, come ad esempio, una colazione preparata e consumata con calma.
- Evitare il telefono nei primi minuti, non controllando appena buttati giù i piedi dal letto email e notifiche, riducendo così il senso di urgenza e attivazione.
- Preparare l’occorrente per la mattina la sera prima. Ridurre il numero di decisioni da prendere al risveglio allevia il carico mentale.
- Esporsi alla luce naturale, facendo ad esempio una passeggiata, contribuisce alla regolazione del ritmo circadiano e favorisce una maggiore vigilanza.
- Non pensare alla giornata intera. Concentrarsi sui primi 30 minuti riduce il senso di sopraffazione e aiuta a entrare gradualmente nella routine.
In questo scenario si distingue tuttavia la “Gente del Mattino”, coloro che vedono nel risveglio un momento da vivere con intenzionalità e positività, ad esempio concedendosi uno spazio di qualità prima che la giornata acceleri. «Il vero antidoto alla sindrome del ritorno della sveglia – concludono gli esperti – non è dormire qualche minuto in più, ma avere un buon motivo per alzarsi».
Francesca Morelli