L’insonnia è un disturbo caratterizzato da difficoltà ad addormentarsi, mantenere il sonno durante la notte oppure da risvegli mattutini precoci che impediscono di riposare in modo adeguato. Le cause possono essere molteplici: stress, ansia, abitudini scorrette, condizioni mediche, variazioni ormonali e fattori ambientali. Per questo è importante riconoscerla e intervenire con strategie adeguate, che includono una corretta igiene del sonno, tecniche di rilassamento, supporto psicologico e, se necessario, trattamenti mirati. Le donne presentano un rischio più elevato di sviluppare insonnia rispetto agli uomini, una vulnerabilità legata sia a fattori sociali sia, soprattutto, alle oscillazioni ormonali che influenzano i meccanismi fisiologici del riposo. Estrogeni e progesterone, infatti, intervengono direttamente nei meccanismi neurofisiologici che regolano l’addormentamento e la continuità del riposo. Quando la concentrazione di questi due ormoni varia, anche il sonno tende a perdere stabilità, diventando più leggero, frammentato e associato a risvegli.
<Nel corso della vita di una donna i cambiamenti ormonali non hanno un impatto soltanto sul corpo, ma anche sul modo in cui si dorme>, spiega la dottoressa Giorgia Chinaglia, Medico Neurologo, Esperto del Sonno AIMS (Accademia Italiana Medicina del Sonno), Responsabile dell’Ambulatorio per i Disturbi del Sonno, SYNLAB Data Medica Padova, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo). <Durante la gravidanza, ad esempio, le oscillazioni ormonali del primo trimestre possono portare ad una sonnolenza o difficoltà di addormentamento, mentre nel terzo trimestre i cambiamenti fisici, come l’aumento del volume corporeo, rendono il sonno meno continuo>. La gravidanza rappresenta uno dei momenti più delicati. In alcuni casi, oltre alle variazioni fisiche e ormonali, può insorgere la sindrome delle gambe senza riposo, una malattia caratterizzata da un fastidioso impulso a muovere gli arti inferiori più frequente nelle ore serali, spesso associato a difficoltà ad addormentarsi e risvegli ripetuti, e che durante la gravidanza può comparire in soggetti predisposti a causa della carenza di ferro.
Allo stesso modo, anche la menopausa e la fase di transizione che la precede, rappresentano un periodo in cui la qualità del sonno può deteriorarsi. In questa fase, caratterizzata da oscillazioni ormonali irregolari, molte donne iniziano a sperimentare risvegli più frequenti e un sonno meno stabile, spesso accompagnato da vampate notturne e sudorazioni che interrompono la continuità del riposo. Oltre ai fattori fisiologici, questa frammentazione del sonno può influire sul benessere emotivo, contribuendo a irritabilità, sbalzi d’umore e, nei casi più complessi, alla comparsa o al peggioramento di disturbi depressivi.
<La transizione verso la menopausa è un momento particolarmente sensibile per il sonno femminile. Non è tanto l’arrivo della menopausa a creare difficoltà, quanto i mesi o gli anni che la precedono>, puntualizza la dottoressa Giorgia Chinaglia. <In questa fase molte donne sperimentano risvegli ripetuti o un sonno frammentato. La qualità del sonno peggiora e, proprio perché estrogeni e progesterone partecipano alla promozione del sonno profondo, la loro riduzione rende più vulnerabili ai disturbi del sonno>.
Accanto all’insonnia, un altro disturbo molto diffuso, ma spesso sottovalutato, nelle donne sono le apnee notturne. Nella popolazione generale le apnee sono più frequenti negli uomini, ma nelle donne la condizione è ampiamente sottostimata perché i sintomi si manifestano in modo diverso. Non sempre infatti c’è un russamento evidente: spesso compaiono insonnia, stanchezza diurna, sonno disturbato e risvegli frequenti. Dopo la menopausa, l’incidenza nella donna tende ad avvicinarsi a quella maschile, con un impatto significativo sulla salute cardiovascolare e sulla qualità di vita. Nonostante le cure disponibili per migliorare la condizione, molte donne continuano a non aderire alla terapia, in particolare all’utilizzo della CPAP, considerata il trattamento più efficace nelle forme moderate e gravi. La scarsa aderenza è legata soprattutto a fattori psicologici e culturali poiché il dispositivo viene spesso percepito come ingombrante, poco estetico e difficilmente conciliabile con l’immagine femminile durante il riposo notturno.
<Nelle donne l’aderenza alla CPAP è ancora troppo bassa, spesso la mascherina viene percepita come poco estetica e difficile da accettare nel contesto della vita di coppia. Eppure, nelle forme moderate e severe, questa terapia rimane la più efficace>, raccomanda il dottor Riccardo Drigo, Pneumologo, Medico Esperto del Sonno AIMS. <Per migliorare la compliance stiamo introducendo un nuovo modello di adattamento, basato sulle “quattro T”: telemedicina, supporto dedicato, tracciabilità dell’uso e personalizzazione dei parametri, con l’obiettivo di accompagnare le pazienti in un percorso più graduale, per favorire un utilizzo costante ed efficace della terapia>.
SYNLAB offre nei suoi centri servizi legati a questo ambito, utilizzando tecnologie avanzate per monitorare e curare patologie come l’insonnia e le apnee notturne. Tra questi, presso il Poliambulatorio SYNLAB CEMES di Padova, è presente l’ambulatorio specializzato nei disturbi del sonno che ha ottenuto l’accredito da parte della società scientifica nazionale AIMS (Accademia Italiana Medicina del Sonno) e propone un approccio multidisciplinare per identificare e trattare le problematiche dei pazienti. A livello nazionale, altri due ambulatori SYNLAB sono dedicati in maniera specifica ai disturbi respiratori durante il sonno, presso il Polidiagnostico SYNLAB CAM di Monza e il Poliambulatorio SYNLAB San Nicolò a Como.
Per informazioni: www.synlab.it.
Paola Trombetta