L’Italia è sempre più vicina all’obiettivo di eliminare l’epatite C entro il 2030, ma le sfide sono tutt’altro che vinte. Accanto ai progressi ottenuti nella diagnosi e nella cura dell’HCV, restano fondamentali la prevenzione dell’epatite B attraverso la vaccinazione, la diagnosi precoce e una costante sorveglianza epidemiologica sulle epatiti A ed E, che continuano a circolare anche nel nostro Paese. L’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) lancia questo appello in occasione della Giornata Mondiale contro le Epatiti del 28 luglio. Per l’occasione, la comunità degli epatologi insieme alla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e a EpaC ETS aderisce alla campagna nazionale “Abbattiamo le barriere”, per promuovere prevenzione, informazione, screening e accesso alle cure.
L’Italia è oggi uno dei Paesi che hanno compiuto i maggiori progressi nella lotta all’epatite C. Il Global Hepatitis Report 2026 dell’OMS richiama il nostro Paese tra gli esempi di buone pratiche internazionali per i risultati ottenuti nell’accesso alle cure e nelle strategie di screening. Un riconoscimento che conferma la validità del percorso intrapreso negli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il programma nazionale di screening ha già coinvolto oltre 3 milioni di persone, consentendo di individuare più di 20mila infezioni da HCV non diagnosticate, di cui oltre 4.500 nella popolazione generale senza fattori di rischio noti. L’obiettivo ora è raggiungere le persone che convivono con l’infezione senza saperlo e garantire un rapido collegamento tra diagnosi, presa in carico e trattamento. Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile dei Registri AIFA (27 aprile 2026), sono ormai oltre 280 mila i pazienti trattati con antivirali ad azione diretta, con un incremento significativo rispetto al bollettino del 30 giugno 2025 che riportava 275.502 effettuati.
Epatite B e Delta: non sempre diagnosticate
Se per l’epatite C l’obiettivo è l’eliminazione, l’epatite B continua a rappresentare una delle principali cause di malattia cronica del fegato. La vaccinazione universale introdotta in Italia ha modificato radicalmente l’epidemiologia della malattia, ma resta fondamentale individuare i pazienti con infezione cronica ancora inconsapevoli e garantire loro un adeguato follow-up specialistico. Particolare attenzione merita inoltre l’epatite Delta (HDV), la forma più aggressiva di epatite virale cronica. Oggi sono disponibili terapie innovative, ma è indispensabile che tutti i pazienti con infezione da HBV vengano testati anche per HDV, così da poter accedere tempestivamente ai percorsi terapeutici. <Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un cambiamento straordinario nella lotta alle epatiti virali>, sottolinea il Professor Giacomo Germani, Segretario AISF. <Oggi disponiamo di strumenti fino a poco tempo fa impensabili: vaccini efficaci per le epatiti A e B, terapie in grado di eradicare il virus dell’epatite C, in tempi brevi e senza effetti collaterali, nuovi trattamenti per l’epatite Delta. Ma questi risultati rischiano di rimanere incompleti se non riusciamo ad abbattere le barriere che ancora impediscono a molte persone di accedere alla diagnosi e ai trattamenti. Il nostro obiettivo deve essere arrivare prima della patologia epatica, intercettando le infezioni quando sono ancora silenti e prevenendo le complicanze più gravi>.
Epatite A ed E: la sorveglianza è fondamentale
Accanto alle epatiti croniche, AISF richiama l’attenzione sulle epatiti acute A ed E. Secondo l’ultimo aggiornamento del sistema di sorveglianza SEIEVA coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2025 sono stati notificati 631 casi di epatite A, in aumento rispetto ai 443 del 2024. Nei primi mesi del 2026 è stato osservato un ulteriore incremento, con un ruolo rilevante del consumo di frutti di mare tra i principali fattori di rischio. Anche l’epatite E richiede crescente attenzione: nel 2025 il SEIEVA ha registrato 92 casi, contro i 70 del 2024. Oltre il 90% delle infezioni è risultato autoctono, frequentemente associato al consumo di carne suina o di cinghiale cruda o poco cotta.
In occasione della Giornata Mondiale contro le Epatiti, AISF rinnova il proprio impegno insieme a SIMIT ed EpaC ETS attraverso la campagna “Abbattiamo le barriere”. L’iniziativa richiama il tema internazionale del World Hepatitis Day e rappresenta la traduzione operativa del messaggio lanciato da AISF in occasione della Giornata Mondiale: abbattere le barriere che ancora limitano prevenzione, diagnosi e accesso alle cure. La campagna ricorda che le epatiti virali rappresentano ancora oggi una delle principali cause di cirrosi e tumore del fegato, ma sottolinea anche un messaggio di speranza: oggi disponiamo di vaccini efficaci contro l’epatite A e B, di terapie in grado di guarire l’epatite C e di nuove opzioni terapeutiche per l’epatite Delta. La diagnosi precoce resta il primo passo per trasformare questi strumenti in salute per tutti.
Paola Trombetta