Vacanze tra i coriandoli nei borghi medioevali

Viaggiare nell’Italia del Carnevale per trascorrere momenti di spensieratezza e allegria tra musica e colori, feste e tradizioni, antichi riti, sfilate e costumi. Oltre agli appuntamenti più conosciuti dei celebri Carnevali di Venezia e di  Viareggio, ecco alcune località inedite, borghi medioevali dove questa festa merita di essere conosciuta.

Nell’alto Monferrato
A Rocca Grimalda, a pochi chilometri da Ovada, il 15 e 16 febbraio, si svolge La Lachera, le cui origini risalgono alla rivolta del popolo contro il signore del paese che pretendeva lo Jus Primae Noctis. La Lachera deriva anche dai riti propiziatori della primavera e il termine proviene da lacchè, servitori, che in questa occasione impersonano le figure dell’autorità e con i loro copricapi floreali ne fanno una caricatura. Al centro del corteo e delle danze il matrimonio di due giovani, anch’essi mascherati, simboleggia la rinascita della vita alla fine dell’inverno. Sabato 15 febbraio, dalle 16, la Lachera visita le cascine del territorio, con danze propiziatorie nelle aie, accolta con offerte di vino e cibo. Alle 18, nel centro storico, c’è anche la questua dei bambini che, accompagnati dal suono di campanacci e coperchi, bussano alle case chiedendo dolci e cibo. Il corteo poi rientra in paese e raggiunge il belvedere dove si brucia il Carvà con danze intorno al fuoco sino a notte fonda. Domenica 16 Febbraio, alle 15, il corteo della Lachera, rientra in paese esibendo i prodotti raccolti appesi alle “carasse propiziatorie”, con danze tradizionali. Il centro storico è animato da giochi e spettacoli. Il Gruppo di Danza Popolare della città di Sitges (Spagna) porterà al Carnevale di Rocca Grimalda l’atmosfera coinvolgente della Festa Mayor che si svolge in occasione delle celebrazioni di S.Bartolomeo e Santa Tecla ad agosto e settembre I costumi della Lachera possono essere ammirati tutto l’anno nel Museo della maschera di Rocca Grimalda. Info su www.lachera.it.

Nel tortonese, sui colli che confinano con l’Appennino ligure, c’è il  borgo di Vho che festeggia Carnevale dagli inizi del Settecento, quando il paese era sotto la signoria degli Zenone e la zona era colpita da frequenti carestie. La popolazione usava trovarsi il martedì grasso portando qualcosa del proprio raccolto: il cosiddetto “banchetto del contado” regolamento autorizzato dai castellani. Dall’Ottocento il parroco del paese regalava le “saracche” e le famiglie locali portavano i paioli in rame per la cottura della polenta. Il carnevale vhoese si festeggia venerdi 21 febbraio nei saloni del vecchio municipio, oggi teatro civico, con il grande ballo in maschera, mentre la domenica 23 è il giorno dedicato ai bambini con la pentolaccia ricca di dolci e doni. Giorno clou martedì grasso, 25 febbraio, quando si allestiscono la piazza e il centro storico e gli anziani del luogo preparano la polenta con la farina di mais nei cinque grandi paioli di rame sui braceri di legna, da gustare insieme ai salamini, ai vini Vhoesi e alle saracche. Ufficio Manifestazioni Comune di Tortona: Tel: 0131/864297.

A Bagolino come nel Medioevo
Il 24 e 25 febbraio le strade del borgo medievale di Bagolino vengono invase dai colori brillanti dei Balarì (ballerini) che, accompagnati dalle melodie dei violini dei Sonadur (suonatori), danzano a volto coperto in ricchi costumi tramandati da generazioni. Quello che si festeggia dal XVI secolo nel paese tra le montagne della Valle Sabbia è uno dei carnevali più antichi del Nord Italia. Le musiche offrono una colonna sonora itinerante ai ballerini che si fermano davanti alle case di parenti, amici e fidanzate, per danzare in cambio di vino e offerte. Fondamentali sono i Maschèr (le maschere),incarnazioni della realtà contadina che canzonano chiunque incontrino sul loro cammino. Quello degli zoccoli chiodati è poi uno dei suoni caratteristici di una festa magica, accompagnata dal gusto di pane e Bagòss.  Per informazioni: Visit Brescia; Tel. 030/3725403.

In Umbria nel castello
Al Castello di Petroia (PG) c’è il Banchetto de Carnasciale con festa medievale, il giullare Leonetto delle Ruzza e piatti ispirati alla tradizione umbra. Nel maniero millenario, che ha conservato intatte le sue mura e ambienti medievali, la festa del Carnevale si vive proprio come quando è stata inventata. Sabato 14 marzo 2020 sarà imbandito un originale Banchetto de Carnasciale nella suggestiva Sala degli Accomandugi illuminata dalle candele. La tavolata sarà unica: come nell’età di mezzo gli ospiti si disporranno da una parte del lungo tavolo, il menu sarà ispirato ai piatti della tradizione medievale umbra; racconti, canti, danze e letture del giullare Leonetto delle Ruzza, interpretato dall’attore Giuseppe Brizi. Ad ogni piatto, ci sarà l’occasione per svelare un’intrigante vicenda del Castello. Banchetto con festa medievale costa 45 euro a persona. Per il soggiorno il prezzo è da 210 euro a camera a notte, incluso l’evento carnevalesco. Castello di Petroia; Tel. 075/920287  (www.petroia.it)

di Tiziana Conte

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