Pensi ai tuoi occhi in estate?

Spesso dimenticati, in estate, gli occhi passano in secondo piano rispetto alla pelle, protetti solo da un occhiale da sole, spesso non sufficiente a schermare molti agenti “pericolosi”. Esposizione prolungata ai raggi ultravioletti, quindi al sole in primo luogo, caldo intenso, soprattutto se oltre i 40°C, umidità, vento, aria condizionata, inquinanti atmosferici e radiazioni sono fattori che possono esercitare un effetto moltiplicatore per gli occhi e mettere sotto stress la superficie oculare. In questo modo si favorisce l’insorgenza di bruciore, irritazione, instabilità del film lacrimale e peggioramento di alcune problematiche, come i sintomi dell’occhio secco o la cataratta. Se le alte temperature, ma anche vento e aria secca, possono favorire l’evaporazione delle lacrime e contribuire all’infiammazione della superficie dell’occhio, la bassa umidità può causare un altro evento avverso. «Quando l’umidità scende al di sotto del 30-40% – spiega Alessandra Balestrazzi, presidente dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO) – le lacrime evaporano più rapidamente, il film lacrimale diventa instabile e, come azione diretta, insorgono bruciore, irritazione e visione fluttuante».

Ma i danni non si limitano a un fastidio immediato: l’esposizione solare eccessiva, soprattutto se ripetuta negli anni senza adeguata protezione, può favorire lo sviluppo di stress ossidativo, un meccanismo coinvolto nell’invecchiamento cellulare: i raggi ultravioletti possono danneggiare cornea, cristallino e, appunto, la superficie oculare. Nel lungo termine, oltre ai già citati rischi, l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti può stimolare lo sviluppo di tumori oculari, escrescenze sulla superficie dell’occhio e fotocheratite, una sorta di “scottatura” dell’occhio, come sottolinea l’American Academy of Ophthalmology. I più recenti dati relativi all’esposizione prolungata ai raggi UV-B, che riguardano in particolare popolazioni delle regioni equatoriali dove l’intensità solare è più elevata, riportano un’elevata incidenza di cataratta e l’assottigliamento dello strato di ozono indotto dal clima. Alcune fasce di popolazione sono più vulnerabili rispetto ad altre, tra cui i lavoratori all’aperto, anziani e abitanti di regioni con scarse risorse o ad alto livello di inquinamento.

«Sono più esposti anche i pazienti con preesistenti disturbi della superficie oculare – continua Balestrazzi – le donne, soprattutto dopo la menopausa, i portatori di lenti a contatto e i bambini». Questi rischi possono essere favoriti anche da alcuni comportamenti, ambienti o abitudini prettamente estive come la spiaggia, la barca, la piscina, o la montagna dove la radiazione può arrivare non solo direttamente dal sole, ma anche per riflesso da acqua, sabbia, neve, cemento e superfici chiare.

«In questi contesti l’occhiale da sole non dovrebbe essere considerato un accessorio estetico – sottolinea l’oculista – ma un vero strumento di prevenzione, dotato di sistemi protettivi come le lenti con filtro UV, in grado di bloccare il 99-100% dei raggi UVA e UVB, quindi ridurre il rischio di cataratta correlata ai raggi UV fino al 20%, anche se l’effetto dipende dall’aderenza all’uso, dalla durata dell’esposizione e da altri fattori individuali».

Allora come “schermare” l’occhio da tutti questi eventi avversi e garantire buona salute? AIMO e la Commissione Difesa Vista ETS raccomandano di:

  • Utilizzare occhiali da sole certificati con protezione UV, preferibilmente avvolgenti o ben aderenti al volto, che dispongano dei requisiti minimi di sicurezza assicurati dalla norma europea armonizzata EN ISO 12312-1:2013 oppure EN ISO 12312-1:2022. Fondamentale è inoltre la marcatura CE sulla montatura e la nota informativa, dove devono essere riportati il numero e tipo di filtro, l’identificazione del fabbricante o del fornitore, le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia degli occhiali ed eventuali avvertenze per il loro corretto utilizzo. Indossare gli occhiali da sole anche nelle giornate nuvolose, perché la radiazione ultravioletta può essere presente anche quando i raggi sembrano meno intensi.
  • Prendersi cura delle lenti a contatto. Soprattutto in estate è bene non indossarle durante le docce, il bagno al mare o in piscina. Anche quando le lenti sono dotate di filtro UV, è raccomandato l’utilizzo di occhiali da sole per garantire una protezione completa.
  • Indossare cappelli a tesa larga o una visiera che possono contribuire a ridurre l’esposizione diretta ai raggi solari, offrendo una protezione aggiuntiva sia agli occhi sia alla pelle del viso. Va evitata l’esposizione nelle ore centrali della giornata – tra le 10 e le 16 – e quando possibile è preferibile programmare le attività all’aperto nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.
  • Mantenere una corretta idratazione attraverso un’alimentazione ricca di frutta e verdura e favorire la lubrificazione della superficie oculare mediante l’utilizzo di sostituti lacrimali in collirio. Un accorgimento particolarmente importante per i portatori di lenti a contatto, ma utile per tutti, poiché le alte temperature tendono a far evaporare più velocemente il film lacrimale.
  • Aria condizionata. In contesti particolari, come ad esempio l’occhio secco, o se si trascorrono molte ore in ambienti climatizzati, può essere utile mantenere l’umidità interna sopra il 30%, evitando getti diretti di aria condizionata o ventilatori verso il viso. Usare umidificatori quando l’aria è molto secca.
  • Attenzione agli schermi digitali. Durante le vacanze si tende a utilizzare smartphone e tablet per fotografare, leggere, lavorare da remoto o pianificare gli spostamenti. L’alternanza tra esposizione al sole e utilizzo prolungato dei dispositivi digitali può favorire affaticamento visivo e secchezza oculare. Per questo è consigliabile concedere agli occhi pause regolari e mantenere una corretta idratazione oculare.
  • Tutela per bambini e anziani. Sono due tra le categorie più fragili. I bambini assorbono una quantità maggiore di raggi ultravioletti, rispetto agli adulti e gli anziani, e sono più vulnerabili agli effetti dell’esposizione solare. Pertanto entrambi necessitano di una particolare attenzione e di adeguate misure di protezione.
  • Lampade abbronzanti. Sono una fonte potente di emissione di raggi UVA e UVB e possono causare danni agli occhi se utilizzate senza adeguate protezioni. Durante le sedute è indispensabile indossare sempre gli appositi occhiali protettivi, poiché le palpebre chiuse non costituiscono una barriera sufficiente contro le radiazioni e evitare l’uso di lenti a contatto.
  • Make-up e prodotti cosmetici. Durante l’estate è consigliabile utilizzare prodotti oftalmologicamente testati e compatibili con eventuali lenti a contatto. Una corretta rimozione del trucco a fine giornata aiuta inoltre a prevenire irritazioni e infiammazioni della superficie oculare.

«Bruciore persistente, arrossamento, sensazione di sabbia negli occhi, fotofobia, lacrimazione eccessiva o peggioramento della qualità visiva sono sintomi che non dovrebbero essere liquidati come semplici fastidi estivi. In particolare – conclude la dottoressa Balestrazzi – arrossamento marcato, intenso fastidio alla luce, difficoltà nell’apertura degli occhi, bruciore significativo e calo progressivo della vista richiedono una valutazione specialistica. Ricordando che la prevenzione passa da gesti semplici, ma continui: occhiali adeguati, attenzione alle ore più calde, idratazione, cura dell’ambiente in cui si vive e controlli quando compaiono segnali persistenti».

di Francesca Morelli

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