8 marzo: il “valore” delle donne nello sport

Determinazione, abnegazione, dedizione, competitività. Sono solo alcune della qualità che hanno consentito alle donne, atlete professioniste italiane, di affermarsi e di salire sui massimi gradini del podio. Lo testimoniano i risultati: le vittorie azzurre del volley, le medaglie ai recenti Giochi Olimpici invernali Milano- Cortina 2026, le tante manifestazioni sportive in giro per il mondo. Senza distinzione di sport: dall’atletica al nuoto, dalla scherma al ciclismo, dal tennis al calcio, dal volley alla ginnastica, alla vela, agli sport paralimpici. L’8 marzo, Festa della Donna, è dunque occasione per celebrare quanto il talento e la passione femminile anche nello sport possano contribuire a fare crescere il Paese, essere un motore propulsore di positività. «Dietro quei successi non c’è soltanto il momento della vittoria. C’è un lavoro quotidiano – dichiara la Senatrice Daniela Sbrollini, Presidente dell’Intergruppo parlamentare sui valori dello sport e della maglia azzurra – fatto di sacrificio, di allenamenti durissimi, di famiglie che hanno creduto nei sogni delle loro figlie e di tecnici che hanno accompagnato percorsi di crescita straordinari. Soprattutto c’è la forza di donne che hanno saputo superare stereotipi, pregiudizi e ostacoli che per troppo tempo hanno limitato l’accesso delle ragazze allo sport. Lo sport non è soltanto competizione: è educazione, salute, inclusione sociale, è straordinario strumento di empowerment femminile che educa a conoscere il corpo, a sviluppare fiducia in sé e nelle proprie potenzialità, a lavorare in squadra, a superare i limiti. Competenze preziose che accompagnano tutta la vita e che contribuiscono a formare cittadine più consapevoli e autonome».

Il riconoscimento del professionismo nello sport femminile, l’attenzione crescente delle istituzioni e il lavoro delle Federazioni sportive stanno aprendo nuove opportunità in Italia: sempre più bambine e ragazze entrano in una palestra, su un campo da gioco o in una piscina, consapevoli che lo sport può essere un luogo di libertà, di crescita e di realizzazione personale. Non è così in tutti i Paesi. In alcuni addirittura viene negato alle donne l’accesso agli impianti sportivi, è vietato partecipare alle competizioni, allenarsi in pubblico, o esistono barriere infrastrutturali e ostacoli sottili e invisibili: la mancanza di strutture, stereotipi culturali, minori opportunità economiche, scarsa visibilità mediatica. L’8 marzo è una data propizia per ricordare dunque che anche lo sport è un diritto di tutte e di tutti: di donne, bambine, adolescenti, ragazze comprese.

«Come Intergruppo parlamentare sui valori dello sport e della maglia azzurra – prosegue la Senatrice – riteniamo che promuovere lo sport femminile significhi rafforzare l’intero sistema sportivo italiano, favorendo la creazione di una società più giusta e inclusiva. Pertanto è auspicabile che sempre più donne siedano ai vertici delle istituzioni sportive, così come è avvenuto recentemente ai massimi livelli del movimento olimpico internazionale con la presenza femminile alla guida del Comitato Olimpico Internazionale. È un segnale importante che deve incoraggiare anche il nostro Paese a valorizzare il talento e la leadership delle donne nello sport. Ringraziamo in questa giornata le nostre atlete per ciò che rappresentano: non solo simboli di eccellenza sportiva, ma esempi di determinazione, coraggio e libertà per le nuove generazioni – conclude la Senatrice Sbrollini – Lo sport, con i suoi valori di rispetto, inclusione e fair play, è uno dei luoghi più autentici in cui si costruisce l’uguaglianza. Anche attraverso lo sport celebriamo l’8 marzo e tutte le donne che continuano a correre, lottare e vincere, dentro e fuori dai campi di gara».

Francesca Morelli

Articoli correlati