Alla Mostra del Cinema di Roma, “Uno sguardo raro” sulle malattie rare

«A due anni mio figlio Nino non parlava e si isolava dal mondo. Ma noi genitori non volevamo credere che ci fossero dei problemi: eravamo fiduciosi che presto si sarebbe comportato come tutti gli altri bambini. Abbiamo aspettato un intero anno prima di rivolgerci allo specialista e capire che si trattava della sindrome autistica di Asperger. Indicibile la sofferenza, a cui sono poi seguite la paura e la rabbia. Ma poi è subentrato il coraggio, la fiducia che tutto sommato non si trattava di una malattia, ma di un “modo di essere”, magari diverso dagli altri bambini, ma molto particolare. Da qui l’idea di realizzare il lungometraggio “Be Kind” i cui protagonisti sono bambini e adulti, nella loro “diversità”, non solo fisica, ma anche psicologica, culturale e sociale. Oltre a Nino, che durante le riprese ha parlato e ha scritto persino alcuni brani raccontando suo vissuto, ci sono altri bambini, con il loro modo di vivere la loro “diversità”, ma anche una ragazza musulmana che ha deciso di togliere il velo per vivere in Italia, e un uomo con la pelle scura che racconta come tanti anni fa era l’unico “diverso” a scuola e al lavoro. Nel film ho voluto affrontare il tema della diversità in modo “gentile”, raccontando le storie di persone “invisibili” che hanno fatto del loro essere diversi un modo per arricchire se stessi e gli altri. Ed è importante che questo messaggio arrivi in particolare nelle scuole, per evitare che la diversità diventi un pretesto per atti di bullismo».

Così Sabrina Parravicini, mamma di Nino e regista, ha presentato il suo film “Be Kind” alla Mostra del Cinema di Roma, nell’ambito della Rassegna “Uno Sguardo Raro”, sul tema delle malattie rare, promosso in collaborazione con l’Associazione “Il Volo di Pegaso” del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e OMAR, Osservatorio Malattie Rare . Nell’occasione è stato proiettato anche il corto “Una Bellissima Bugia”, vincitore del Premio 2018, del regista Lorenzo Santoni, della Scuola di Cinematografia di Roma, con la partecipazione di Paolo Sassanelli: ha raccontato in modo poetico la sua malattia (distrofia di Duchenne) che lo ha portato a 20 anni sulla sedia a rotelle.

«Il mondo dei malati rari è una galassia», ha confermato Serena Bartezzati, promotrice del Festival “Uno Sguardo Raro”.  «Pur essendo considerate “rare” perché colpiscono solo 5 persone su 10 mila, queste malattie riguardano più di un milione e mezzo di persone in Italia, secondo i dati della Rete Orphanet, una vera e propria comunità di cui parlare per farla conoscere meglio. Per questo abbiamo voluto promuovere il Festival del Cinema internazionale sulle Malattie rare, per raccontare cosa significa vivere in modo diverso e stimolare, attraverso la narrazione, una riflessione su come sia possibile far capire e rendere partecipe il pubblico su questo particolare tema, con una modalità di comunicazione ad alto impatto emotivo».

Il bando di concorso per l’edizione 2019 del Festival “Uno Sguardo Raro” scade il 30 novembre. Per quella data potranno essere inviati cortometraggi italiani e stranieri della durata massima di 15 minuti, documentari di 20 minuti, e, novità di quest’anno, anche spot di 30 secondi, riservati a giovani universitari di cinema, arti e spettacolo. Ad oggi sono già state inviate 300 opere da 56 Paesi. I lavori saranno giudicati e premiati da una giuria di professionisti, in occasione di un evento appositamente organizzato presso la Casa del Cinema il 9 e 10 febbraio 2019.

Tutte le informazioni sul bando e sul Festival si trovano sul sito: www.unosguardoraro.org.

Per iscrivere la propria opera, basta collegarsi al link: https://filmfreeway.com/unosguardoraro e cliccare il tasto “submit now”.

di Paola Trombetta

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