C’è ancora da imparare in tema di conservazione e sicurezza alimentare

Quasi il 40% degli italiani non controlla dove mette il cibo: non sa se il contenitore è adatto a entrare in contatto con gli alimenti, simboleggiato dall’icona con bicchiere e forchetta; più del 25% infila nel microonde qualsiasi recipiente senza verificarne la compatibilità e dunque possibili effetti collaterali per il cibo; quasi il 60% non verifica se i contenitori possono essere mantenuti in freezer e oltre il 53% non si accerta se possano essere lavati in lavastoviglie. Sono i risultati della disinformazione riguardante la migliore e più sicura conservazione dei cibi e adeguatezza dei contenitori emersa da una indagine dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta, nell’ambito del progetto: “Materiali e Oggetti plastici a Contatto con gli Alimenti d’origine animale: strategie innovative a tutela della salute pubblica dagli interferenti endocrini”, realizzato dal CeIRSA, il Centro Interdipartimentale di Ricerca. L’indagine ha raccolto 486 questionari on-line, compilati in prevalenza da donne (69%) di età compresa tra 40 e 60 anni, laureate, residenti per lo più al Nord. Anche altri dati fanno intendere che in tema di sicurezza alimentare c’è ancora molto da fare: ad esempio l’indagine attesta che i contenitori più frequentemente usati – dalle bottiglie di plastica ai sacchetti gelo, alle vaschette di alluminio, fino alla pellicola trasparente  – vengono “riciclati”, sia per la conservazione dei cibi in frigorifero o nel congelatore, sia per riscaldare gli alimenti. Ci sono inoltre comportamenti a rischio piuttosto ricorrenti e abituali fra le mura delle cucine italiane, che possono favorire lo sviluppo di microrganismi nocivi per la bontà dell’alimento e della salute. Fra questi la conservazione in frigorifero di alimenti aperti nella latta originale; la manipolazione di cibi grassi e olio con i guanti; la conservazione di sugo con pomodoro, sottaceti o altri alimenti molto salati in vaschette di alluminio. Invece la buona e soprattutto sana pratica richiede di gettare i contenitori monouso, quelli di alluminio, le bottiglie, le pellicole e le latte dopo il primo utilizzo, e di verificare prima, per il contenitore in plastica “riciclabile” le caratteristiche ben segnalate all’esterno, ovvero forchetta e bicchiere, fiocco di neve, lavastoviglie e microonde, che “certificano” l’idoneità del recipiente a uno specifico uso.

Francesca Morelli

 

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