Papillomavirus: non ancora ottimale l’adesione dei giovani al vaccino

Nel 2023 si sono registrate 395 mila nuove diagnosi di tumore al collo dell’utero, con un aumento di oltre 18 mila casi rispetto all’anno precedente. Come si spiega questo incremento? «Le cause non sono ancora chiare, ma è urgente agire per ridurre il ritardo nella diagnosi, gestire i fattori di rischio e promuovere la diffusione delle vaccinazioni contro queste infezioni associate allo sviluppo di tumori. Tra queste, la vaccinazione contro il virus del Papilloma umano (HPV), responsabile del cancro della cervice uterina e di altre condizioni patologiche e neoplasie correlate», spiega la Dottoressa Elsa Viora, già Responsabile della Struttura di Ecografia Ostetrica-Ginecologica e Diagnosi prenatale dell’Ospedale Sant’Anna di Torino e Past President dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI). «Esistono moltissimi tipi di questo virus, che possono infettare la pelle o le mucose e si differenziano per il loro contenuto in DNA. Vengono suddivisi in tipi “a basso rischio” (come HPV 6 e 11) e tipi “ad alto rischio” (come HPV 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58, ed altri ancora). Se i primi sono responsabili della formazione di verruche genitali, note come condilomi, le infezioni più comuni sono invece quelle con i tipi ad alto rischio, responsabili di lesioni pretumorali e tumorali».

In occasione della Giornata Internazionale contro l’HPV (4 marzo), la piattaforma digitale per la gestione della salute Doctolib.it fa il punto sulla situazione degli screening per il Papillomavirus e sulla campagna vaccinale in Italia, avvalendosi della collaborazione della Dottoressa Viora e del Dottor Carlo Maria Stigliano, Segretario Nazionale AOGOI.

Per tracciare uno scenario aggiornato della situazione nel nostro Paese è importante partire dai dati sullo screening cervicale (Pap test o HPV test) che, dopo un significativo rallentamento durante il 2020, a causa della pandemia, sono ora in ripresa. «Secondo i dati registrati nel 2021, considerando il numero di persone invitate a sottoporsi allo screening per il carcinoma della cervice uterina rispetto al totale delle aventi diritto, la copertura è stata pari al’88,3%: un valore che si avvicina molto al 90% fissato dall’Unione Europea come obiettivo da conseguire entro l’anno 2025», puntualizza la dottoressa Viora. «Nel 2022 c’è stato un ulteriore miglioramento della copertura rispetto al 2021, in particolar modo nelle regioni del Nord, del Sud e nelle Isole. Senz’altro la maggiore copertura è riconducibile alla maggior estensione degli inviti alla popolazione ma anche alla transizione da PAP-test ad HPV test a partire dai 30 anni. Il test HPV è più sensibile rispetto al Pap test (che ha però una maggiore specificità) e permette di identificare con anticipo le donne ad alto rischio di sviluppare una lesione cancerosa».

È importantissimo, dunque, che la campagna riprenda a ritmi serrati, in tutte le regioni, colmando questo gap: per farlo occorre anche sensibilizzare i più giovani. «Bisogna diffondere la conoscenza dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili e informare sulla grande opportunità rappresentata dalla vaccinazione anti HPV per la prevenzione di patologie importanti in entrambi i sessi, in particolare dei tumori conseguenti a questa infezione che è comunque pericolosa, anche per i maschi», aggiunge la dottoressa Viora. «Tra gli uomini e i ragazzi, la consapevolezza del rischio di contrarre infezioni da HPV e sviluppare patologie benigne o maligne è ancora scarsamente diffusa, mentre si è registrato un significativo incremento di tumori correlati all’HPV negli individui di sesso maschile, in aree quali ano, pene e orofaringe».

Ma qual è la situazione della campagna vaccinale anti-HPV tra i maschi? «In Italia, nei nati tra il 1997 e il 2009, la situazione della copertura vaccinale ha visto un miglioramento più che marcato, partendo da percentuali di copertura minime tra i ragazzi nati nel 1997/1998, pari rispettivamente allo 0,49% e 0,62% di vaccinati con 3 dosi, arrivando a picchi di oltre il 54% tra i nati nel 2006», puntualizza il dottor Carlo Maria Stigliano, segretario nazionale AOGOI. «Con un dato medio per tutte le coorti di nascita considerate pari a quasi il 19%. Tuttavia, anche per i maschi si osserva una decrescita simile a quella che ha interessato le ragazze nelle stesse corti di nascita, con la percentuale di vaccinati con 3 dosi che è scesa tra i nati nel 2009 al 27% rispetto al 44% dei nati nel 2008 e al 54% dei nati nel 2007».

Il vademecum dell’esperta

Ecco alcuni suggerimenti che la Dottoressa Viora ha condiviso con Doctolib.it per proteggersi adeguatamente dall’HPV e per gestire al meglio l’infezione, se contratta:

  • L’infezione da HPV non è pericolosa solo per le donne. È fondamentale che cresca la consapevolezza della possibilità di prevenire le conseguenze più gravi dell’infezione da HPV anche tra gli uomini e tra i ragazzi in particolare. La vaccinazione serve anche a loro, in prima persona e non solo per proteggere i propri partner!
  • Lo screening resta fondamentale per le donne. Pap test e HPV test sono alleati importantissimi per la prevenzione del cancro del collo dell’utero e del basso tratto genitale. Le strutture sanitarie invitano ogni 3 anni le giovani donne tra i 25 e i 30 anni a effettuare il Pap test mentre dai 30 ai 65 è previsto il test HPV. Questo in assenza di patologie o di particolari indicazioni del curante. Al di fuori dello screening organizzato e gratuito, sarà il ginecologo a stabilire l’eventuale utilità o necessità di effettuare controlli più ravvicinati, ovviamente previsti in caso di trattamenti o di specifiche situazioni.
  • Superiamo lo stigma: perché le persone, soprattutto i più giovani, accedano alla vaccinazione anti-HPV è fondamentale che ricevano adeguato supporto nel contesto familiare e sociale. Parlare apertamente di HPV e di malattie sessualmente trasmissibili, a casa come a scuola, è fondamentale per superare paura e apprensione e guidare ragazzi e ragazze verso una vita sessuale più protetta.

di Paola Trombetta

 

“Riscrivere”: il cortometraggio per informare sull’HPV

In occasione della Giornata Internazionale contro l’HPV (4 marzo), per sensibilizzare il pubblico sulla prevenzione del Papillomavirus, Real Time ha trasmesso il cortometraggio “Riscrivere”, promosso da MSD Italia con il patrocinio della SITI – Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica e prodotto da Brandon. Autorizzato dal Ministero della Salute, è stato presentato in esclusiva alla Festa del Cinema di Roma il 25 Ottobre. “Riscrivere” è andato in onda in prima tv il 4 Marzo alle ore 11.00 sul canale 31 del digitale terrestre, al 31 di tivùsat e 160 di SKY, e resterà visibile in streaming sulla piattaforma del gruppo Discovery+. Questo progetto affronta con sensibilità e profondità il tema della prevenzione oncologica per i tumori correlati al Papillomavirus in una cornice di scene di vita familiare. Il cortometraggio racconta la storia di Linda, una giovane donna che, in un letto d’ospedale, si trova a confrontarsi con le decisioni prese nel corso della vita, ricordando i conflitti familiari e immaginando di poter “riscrivere” la propria storia e il proprio futuro. Attraverso un sistema di passaggi temporali, il corto ci permette di viaggiare nella storia della protagonista, rivivendo momenti chiave del suo passato. Snodandosi tra le emozioni, i sentimenti e le incomprensioni dei protagonisti, la storia mette in luce la complessità delle relazioni personali e ci invita a riflettere sull’importanza di informarsi per poter assumere decisioni consapevoli sulla propria salute e quella dei propri cari. Andando oltre la semplice narrazione cinematografica, l’opera si propone di informare, sensibilizzare e creare consapevolezza sulla possibilità di prevenire le malattie da HPV (Human Papillomavirus), utilizzando la bella storia di Linda e della sua famiglia come veicolo per affrontare questo tema di notevole rilevanza. Il cortometraggio, che è stato autorizzato dal Ministero della Salute, può essere utilizzato anche per la didattica nelle scuole e rappresenta un passo significativo nella direzione di una società informata e impegnata nella tutela della salute di tutti. L’infezione da Papillomavirus (HPV – Human Papilloma Virus), infatti, è la più frequente infezione sessualmente trasmessa2. L’HPV è stato classificato come il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo3. Può causare tumori di cervice uterina, ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe e laringe.   P.T.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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