LE BUONE ABITUDINI A TAVOLA SI IMPARANO…… “SUL CAMPO”

Sport come alleato di salute e come veicolo per imparare le buone abitudini alimentari. I ragazzi che praticano attività sportiva hanno uno stile di vita e si nutrono nel complesso meglio, rispetto ai loro coetanei. Il dato emerge da una ricerca realizzata dal professor Michelangelo Giampietro, docente di alimentazione presso la Scuola dello sport del Coni di Roma e membro del Board scientifico della Fondazione Istituto Danone, in collaborazione con Danone S.p.A. e il Centro Sportivo Italiano (Csi). L’indagine è stata resa nota durante la nuova edizione della Danone Nations Cup (Dnc) e ha riguardato 1053 ragazzi dai 10 ai 12 anni, appartenenti alle squadre protagoniste della Dnc 2011, reclutate tramite il Csi.

La ricerca ha coinvolto anche 139 allenatori che hanno fornito le proprie valutazioni su stili di vita e modalità di allenamento dei propri ragazzi e ha rivelato dati esemplificativi di un percorso che il mondo dello sport sta compiendo in tema di formazione per un corretto stile di vita: il 70% dei ragazzi intervistati fa merenda tutti i giorni (contro il 39% segnalato da una ricerca patrocinata nel 2011 dal Ministero della Gioventù). Ciò dimostra quanto la buona pratica del pasto nel pomeriggio sia entrata ormai nelle abitudini dei giovani sportivi. Tra i calciatori in erba, se sommiamo i consumi di frutta fresca e spremute a quelli di latte e yogurt, si raggiunge un 59% contro il 30% degli snack salati.

Ma anche su colazione e pranzo/cena i giovani sportivi sono decisamente più attenti rispetto alla media italiana: il 92% consuma un pasto al risveglio (contro il 61% dei coetanei), mentre alimenti come pasta, riso e cereali in genere vengono consumati tutti i giorni ai pasti principali, dal 38% degli intervistati. Pizza, patate fritte o panini sono invece i cibi abituali della media italiana, rilevata dall’ultima ricerca del Ministero della Gioventù. <Vale tuttavia la pena segnalare>, osserva Giampietro, <che il campione intervistato ha manifestato una scarsa propensione al consumo quotidiano di frutta e verdura, insufficiente rispetto alle 5 porzioni comunemente consigliate: solo il 26% dei ragazzi, infatti, dichiara di mangiare frutta tutti i giorni ai pasti principali e la percentuale crolla ulteriormente in relazione ai consumi di verdure e ortaggi – 8%>.

Lo sport è un alleato importante anche riguardo all’idratazione: l’84% dei ragazzi beve acqua durante gli allenamenti, integrando nella maniera più corretta la perdita di liquidi. <Mantenere una giusta idratazione è di importanza assoluta a tutte le età>, commenta il Professor Giampietro, <soprattutto nei giovani e in particolar modo negli sportivi, che alla quantità generalmente consigliata di 1 litro e mezzo-2 litri d’acqua al giorno devono aggiungere una ulteriore quantità di liquidi pari al 150% del peso perso in allenamento; ottimali in questo senso sono le bevande prive di apporto energetico come the e infusi non zuccherati, latte e succhi di frutta al 100%>.

E poi… movimento chiama movimento: dal punto di vista sportivo, il 92,2% dei ragazzi partecipa a 2-3 sedute di allenamento la settimana, della durata media di un’ora e mezza-due ore ciascuna, partite escluse; inoltre, nella vita quotidiana il 34% va a scuola a piedi; il 5% in bicicletta mentre solo il 15% della media italiana sceglie di abbandonare il mezzo a motore. Va tuttavia segnalato che buona parte del tempo extra-scolastico viene dedicato ad attività sedentarie: il 71% del campione, infatti, dedica dalle 2 alle 4 ore a compiti, tv, computer e videogiochi.

<I risultati della ricerca sono incoraggianti nel complesso e non ci sorprendono>, dichiara Massimo Achini, Presidente del Csi. <Anche se c’è ancora molto da fare. Siamo convinti che lo sport possa essere un veicolo di formazione eccellente anche nell’educare a vivere in armonia col proprio corpo. Oggi la partita più importante da vincere resta quella dell’educazione dei ragazzi e dei giovani>.

di Luisa Romagnoni

 

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