“Sguardi altrove”: il Festival dedicato al cinema delle donne

Prende il via la 33esima edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, l’appuntamento che dal 1993 trasforma Milano nel cuore pulsante del cinema a regia femminile. Dal 10 al 28 marzo 2026, la città meneghina, insieme agli spin-off di Pavia e Rho, ospiterà ben 79 titoli provenienti da 22 nazioni diverse, dando voce alle registe under 35 provenienti da tutto il mondo, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva unica tra anteprime mondiali e incontri con autrici di rilievo, coinvolgendo sale storiche, università e centri culturali.  Il Festival non è solo una rassegna cinematografica, ma un vero osservatorio sulla contemporaneità e sulle reti sociali che connettono l’identità personale al futuro globale, mescolando sapientemente i diritti umani con le nuove sfide dell’intelligenza artificiale. Il cuore pulsante della kermesse, diretta da Patrizia Rappazzo, resta però la competizione, con i tre concorsi storici che presentano il meglio della produzione indipendente attuale. Titoli diversi per provenienza, linguaggio e stile, ma uniti da una stessa urgenza: raccontare la complessità dell’esperienza femminile attraverso la maternità, la sorellanza, il peso delle aspettative sociali, la scelta di sé, il coraggio di cambiare direzione, tra cui spiccano le attesissime anteprime italiane di pellicole come Happy Birthday e Timestamp. L’importanza dei legami emerge in Turnaround, della regista irlandese Aisling Byrne, dove l’amicizia e la solidarietà diventano strumenti di sopravvivenza. In Aura, di Stefania Accettulli, è invece lo sport il collante tra anime e la chiave per superare i propri limiti fisici ed emotivi. In The Last Ambassador, della regista austriaca Natalie Halla, si rappresenta la storia di un’ambasciatrice afghana in Austria e della sua opposizione al regime. In Sisters la sceneggiatrice canadese Julia Zahar descrive il percorso di guarigione della sorella, caduta in una grave depressione, dopo il sequestro per mano di uno squilibrato. In Catane, la filmmaker rumena Ioana Mischie narra invece la forza del fare comunità in un villaggio isolato sulle alture della Transilvania. La famiglia come gabbia, ma anche come opportunità di salvezza fa da sfondo al coreano First Summer, diretto da Heo Gayoung, così come a The Third Child, dell’iraniana Serna Amini, in cui il coraggio di lasciar andare il passato diventa il primo passo per trovare il proprio ruolo nel mondo. All’incrocio tra letteratura e cinema sono gli altri due omaggi che il festival dedica ad altrettante protagoniste del panorama intellettuale italiano del Novecento. Il primo (sabato 21 marzo all’Anteo Palazzo del Cinema per la sezione #FrameItalia fuori concorso) è un tributo alla scrittrice Grazia Deledda, narrata dal regista Peter Marcias nel film Quasi Grazia. Il secondo omaggio (domenica 22 marzo al CAM Garibaldi, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano) ha invece per protagonista la regista Liliana Cavani e il suo soggetto per un film su Simone Weil mai realizzato. Questa ricchezza di contenuti permette a ogni spettatore di costruire un percorso personalizzato, seguendo il filo rosso di una narrazione che non smette mai di interrogare il nostro tempo con coraggio. Proclamazione dei vincitori dei concorsi il 20 marzo all’Auditoriun dell’Università Iulm. Il programma completo e le novità di questa edizione si trovano nel sito ufficiale: https://sguardialtrovefilmfestival.it.

Cristina Tirinzoni

Articoli correlati