Papà consapevoli: otto consigli dell’Istituto Superiore di Sanità

Forti, rassicuranti, partecipativi alla vita dei piccoli. Empatici e consapevoli. Sono sempre più numerosi i papà che si prendono cura di figli e figlie, fin dai primi momenti dalla nascita ed è occasione per ringraziarli e celebrarli, non solo il Giorno della loro Festa (19 marzo). Per rendere la loro figura ancora più essenziale all’interno della famiglia e rafforzare nell’uomo il ruolo e il concetto di paternità responsabile è nato il progetto europeo “4E-Parent”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che propone otto consigli, frutto dei risultati dell’iniziativa. Gli esperti spiegano infatti che un coinvolgimento dei padri nella genitorialità offre molti vantaggi: promuove lo sviluppo cognitivo, sociale e relazionale dei bambini e delle bambine, crea fin dall’inizio un forte legame affettivo, migliora la salute psico-fisica dei piccoli e anche della mamma, contribuisce alla parità fra uomini e donne e al contrasto della violenza domestica. Il supporto per la donna è molto importante: avere accanto un compagno più informato, consapevole e partecipe, senza che diventi intrusivo o assillante, significa poter condividere responsabilità e lavoro domestico, poter conciliare il tempo vita-lavoro, con più spazio da dedicare a famiglia e tempo libero, riducendo lo stress e migliorando la qualità delle relazioni. In buona sostanza, quali sono i consigli per i papà?

  • Sentirsi partecipe della vita dei figli fin dalla gravidanza. Questo significa essere presenti alle visite di controllo, partecipare agli incontri di accompagnamento nel consultorio familiare, rafforzando così il legame ancora prima che il bambino o la bambina nasca.
  • Abbracciare il piccolo con un contatto pelle-a-pelle, ricordando che questo genera anche dei cambiamenti positivi a livello cerebrale.
  • Prendersi cura del bambino/a. Cambiare i pannolini, fare il bagnetto, leggere ad alta voce, cucinare per la famiglia e compiere ogni altra atto “coinvolgente”. Queste azioni non solo aiutano lo sviluppo neuro-cognitivo del nuovo arrivato in famiglia, ma sostengono la relazione di co-genitorialità.
  • Partecipare e promuovere l’allattamento. Mentre la mamma è impegnata ad alimentare il piccolo, il papà può sostenerla, occupandosi ad esempio del resto della casa. Il supporto e la vicinanza in questo momento della quotidianità è importante e fa la differenza.
  • Prendersi 10 giorni di congedo. Sono fondamentali per tutto il nucleo famigliare: i neo-genitori e il nascituro.
  • Chiedere anche il congedo parentale, se possibile, visto che è facoltativo e retribuito. È un diritto dei papà e anch’esso contribuisce al benessere di tutta la famiglia.
  • Esprimere le proprie sensazion Il periodo dopo il parto può essere difficile anche per i papà. Pertanto è lecito chiedere aiuto in caso di necessità: i consultori familiari, i servizi per la famiglia e le associazioni del territorio offrono sostegno in momenti di fragilità.
  • Essere un papà presente è molto positivo. Ad esempio il coinvolgimento nella cura produce cambiamenti a livello fisico, mentale e emotivo. La scienza lo dice e tanti papà lo confermano.

Per ulteriori informazioni sul progetto “4E-Parent”: https://4e-parentproject.eu/il-progetto/; https://www.epicentro.iss.it/materno/4E-parent

       Francesca Morelli

Articoli correlati