Approcci e soluzioni personalizzate, anche in ambito di integrazione, modulate in funzione del ciclo di vita, dei bisogni e delle esigenze della persona. È la strategia per accompagnare e consentire alla donna un invecchiamento sano, in salute, in benessere e armonia con sé stessa.
In occasione dell’incontro “Women’s Foundational Health: Stile di vita, Nutrizione e Nutraceutica per un approccio personalizzato al benessere femminile”, nel corso di ReNest (l’evento di Nestlé Italia dedicato alla filiera del cibo), promosso da Solgar Italia, azienda leader nel campo dell’integrazione nutrizionale, abbiamo intervistato la dottoressa Stefania Piloni, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, esperta in fertilità, endocrinologia ginecologica e medicina naturale e docente in fitoterapia e nutraceutica presso l’Università di Milano.
Dottoressa Piloni, come cambiano le necessità, fisiche, psicoemotive e mentali nella donna con l’avanzare dell’età e in particolare in menopausa?
«Con l’avanzare dell’età, il corpo femminile cambia fisionomia: modifica il metabolismo energetico, la distribuzione del grasso corporeo, la qualità del sonno, la risposta infiammatoria, la plasticità neuronale e la percezione stessa dell’identità. Nella menopausa la riduzione progressiva degli estrogeni non coinvolge esclusivamente ovaie e apparato riproduttivo, ma interessa cervello, intestino, ossa, muscolo, cute, sistema cardiovascolare e sfera emotiva. Molte donne sperimentano una vulnerabilità emotiva nuova, non sempre riconosciuta socialmente. Alla fluttuazione neuroendocrina si associano eventi esistenziali profondi: i figli che lasciano la casa, la cura dei genitori anziani, il cambiamento della relazione di coppia, il confronto con il tempo che passa. La cosiddetta “sindrome del nido vuoto” rappresenta uno dei vissuti più frequenti. Il silenzio della casa può amplificare la percezione di perdita di ruolo e funzione materna. In altre donne emerge, invece, il dolore mai elaborato della mancata maternità: la menopausa sancisce biologicamente la fine della fertilità e questo può riattivare sentimenti di incompiutezza, rimpianto o lutto simbolico. Parallelamente, il corpo cambia: la pelle diventa più sottile, la massa muscolare tende a ridursi, il grasso viscerale aumenta, il seno perde tonicità. Alcune donne vivono questi cambiamenti come una perdita di bellezza, seduttività e riconoscimento sociale. È importante comprendere che tali vissuti non sono superficialità narcisistiche, ma espressioni profonde dell’identità femminile e della relazione con il proprio corpo. Sul piano neurocognitivo, infine, compare frequentemente il cosiddetto foggy brain menopausale: difficoltà di concentrazione, rallentamento cognitivo, perdita della memoria recente, ridotta lucidità mentale. Gli estrogeni partecipano alla regolazione della neuroplasticità cerebrale, della serotonina, della dopamina e della funzione mitocondriale neuronale. Il cervello in menopausa richiede nuovi equilibri metabolici e antinfiammatori».
In quale misura interagiscono fattori nutrizionali e stile di vita? Identifichiamo alcuni componenti positivi che agevolano la salute femminile e, di contro, quelli che favoriscono l’alterazione dell’omeostasi generale.
«Oggi sappiamo che alimentazione, movimento, sonno, luce naturale e qualità relazionali influenzano direttamente l’equilibrio endocrino femminile. La menopausa non è soltanto una questione ormonale: è anche una condizione di infiammazione silente, ridotta sensibilità insulinica e accelerazione del catabolismo muscolare e osseo. In questo contesto, alcuni nutrienti assumono un ruolo particolarmente strategico: la vitamina D rappresenta un vero ormone multi-organo. È fondamentale per la salute ossea, per il sistema immunitario, per la funzione muscolare e anche per il tono dell’umore; la sua carenza si associa a osteopenia (riduzione delle densità minerale ossea), sarcopenia (perdita importante di massa, forza e funzionalità muscolare), fragilità immunitaria e vulnerabilità depressiva. Accanto alla vitamina D agiscono calcio, magnesio, vitamina K2 e boro, in una sinergia indispensabile per il metabolismo osseo. La vitamina K2, ad esempio, favorisce la mirata azione del calcio verso il tessuto osseo, limitandone il deposito vascolare; il magnesio partecipa alla funzione neuromuscolare e alla qualità del sonno; il boro contribuisce al mantenimento della densità minerale ossea e modula il metabolismo estrogenico. Anche gli Omega-3 svolgono un ruolo centrale: EPA (Acido Eicosapentaenoico) e DHA (Acido Decosaesaenoico) agiscono sull’infiammazione sistemica, sulla fluidità delle membrane neuronali e sul benessere cardiovascolare. Una corretta integrazione di Omega 3 può sostenere umore, funzione cognitiva e salute metabolica. L’attività fisica, soprattutto quella contro resistenza e con carico muscolare, rappresenta uno dei più potenti strumenti anti-aging femminili. Camminata veloce, esercizi di forza, pilates, yoga dinamico e allenamento funzionale contribuiscono a contrastare osteoporosi, sarcopenia e insulino-resistenza. Anche la vita all’aria aperta possiede un valore biologico profondo: l’esposizione alla luce naturale regola il ritmo circadiano, stimola la produzione di serotonina e migliora la qualità del sonno e dell’umore. La donna in menopausa necessita letteralmente di “nutrirsi di luce”, movimento e natura. Infine, i fitoestrogeni rappresentano una risorsa interessante nella medicina integrata del climaterio: Rheum Raponticum, soia, trifoglio rosso, lignani del lino e alcune piante tradizionalmente utilizzate nella salute femminile esercitano una lieve azione simil-estrogenica, modulando alcuni recettori. Non sostituiscono la terapia ormonale quando questa è indicata, ma possono offrire un sostegno fisiologico nei quadri lievi o moderati, contribuendo alla riduzione delle vampate, della sudorazione notturna e della vulnerabilità emotiva. L’interesse clinico dei fitoestrogeni riguarda anche il loro possibile effetto protettivo su osso, metabolismo lipidico e funzione vascolare. Il mondo vegetale, da sempre, accompagna le trasformazioni femminili. Nella tradizione fitoterapica e simbolica, molte piante sono associate all’equilibrio emotivo, alla fertilità e alla protezione del femminile. Lo stesso zafferano, oggi studiato per il sostegno dell’umore, viene descritto nella cultura erboristica come pianta “solare”, capace di favorire apertura emotiva e benessere interiore».
In quale contesto possono essere d’aiuto i nutraceutici? Di quale tipo e per risolvere quali carenze?
«La nutraceutica non deve essere interpretata come scorciatoia terapeutica, ma come supporto biologico integrato all’interno di uno stile di vita coerente. Nelle donne con vulnerabilità emotiva, ansia lieve o tono dell’umore ridotto, lo zafferano rappresenta uno dei fitoterapici più interessanti, i cui principi attivi sembrano modulare serotonina e neuroinfiammazione, favorendo stabilità emotiva e resilienza. Il magnesio costituisce un asse fondamentale di equilibrio neuro-muscolare: sostiene rilassamento, qualità del sonno, funzione muscolare e regolazione dello stress. La vitamina D resta centrale nella prevenzione dell’osteoporosi e della fragilità muscolare, soprattutto nelle donne sedentarie o poco esposte alla luce solare. Acido ialuronico e collagene possono contribuire al benessere di pelle, articolazioni e tessuto connettivo, strutture che in menopausa subiscono un fisiologico impoverimento di elasticità e idratazione. Molte donne lamentano inoltre gonfiore addominale, meteorismo e alterazioni dell’alvo. In questi casi il microbiota intestinale assume un ruolo chiave e i probiotici possono sostenere l’equilibrio intestinale, migliorare la permeabilità della barriera enterica e contribuire indirettamente anche al benessere emotivo. L’asse intestino-cervello rappresenta oggi una delle più interessanti frontiere della medicina integrata: l’intestino dialoga continuamente con il sistema nervoso attraverso mediatori immunitari, metabolici e neurochimici. Non è casuale che circa il 90% della serotonina venga prodotto proprio a livello intestinale».
Che cos’è il Foundational Health e quali i suoi obiettivi?
«Foundational Health: la salute come architettura di base. Il concetto nasce dall’idea che la salute non sia l’assenza di malattia, ma il mantenimento di un equilibrio biologico dinamico. La salute si costruisce sui pilastri essenziali della fisiologia umana: nutrizione antinfiammatoria, movimento quotidiano, sonno rigenerativo, regolazione emotiva, luce naturale, relazioni sane e connessione con il proprio corpo. L’obiettivo non è inseguire una giovinezza artificiale, ma programmare un “aging gentile”: conservare forza, lucidità mentale, autonomia, salute metabolica e vitalità relazionale in ogni fase della vita. In questa visione la menopausa non rappresenta la fine, ma una trasformazione biologica che richiede strategie di equilibrio».
Infine, quali sono i segnali di malessere ai quali la donna deve prestare maggiore attenzione, meritevoli di un approccio più specialistico, oltre la correzione degli stili di vita e comportamentali?
«Accanto ai fisiologici cambiamenti della menopausa esistono sintomi che meritano attenzione specialistica. Dolore articolare persistente, perdita di forza muscolare, stanchezza cronica, insonnia importante, rapido aumento del peso viscerale o alterazioni significative dell’umore non devono essere banalizzati come “normali conseguenze dell’età”. La tiroide, in particolare, può andare incontro a rallentamento funzionale proprio nel periodo menopausale, contribuendo a stanchezza, aumento ponderale e fragilità emotiva. Per questo è fondamentale promuovere una prevenzione strutturata attraverso: esami ematici annuali con monitoraggio metabolico e vitaminico; controllo della funzione tiroidea; valutazione ginecologica periodica per il benessere di utero, ovaie e sessualità; mammografia per la prevenzione del tumore mammario; MOC (mineralometria ossea computerizzata) per la prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture; monitoraggio cardiovascolare e metabolico. La donna matura non necessita soltanto di cure, ma di accompagnamento competente, ascolto clinico e strumenti concreti per attraversare il cambiamento. Questo perché la salute femminile è un ecosistema delicato e potente insieme: quando nutrizione, movimento, equilibrio emotivo, natura e medicina dialogano fra loro, il corpo ritrova una sorprendente capacità di adattamento e salute».
di Francesca Morelli