PERDITA DEI CAPELLI: LA CONSEGUENZA PIU’ TEMUTA DELLA CHEMIO

Sembra essere la conseguenza più temuta della chemioterapia: la perdita dei capelli. Ancor più della mastectomia o della nausea e del vomito. Addirittura l’8% delle donne operate di tumore, rifiuta la chemio per paura di perdere i capelli. Anche Simona, 41 enne bergamasca, ha vissuto momenti drammatici. La diagnosi improvvisa di un tumore all’utero di ben 5 cm, che ha richiesto quattro cicli preliminari di chemioterapia, prima dell’intervento chirurgico. E altri tre cicli dopo l’asportazione del tumore. Con inevitabili conseguenze sulla sua lunga e fluente capigliatura. «E’ la prima domanda che ho fatto all’oncologo: perderò anch’io i capelli?», ricorda Simona con una stretta al cuore. «Già mi vedevo pallida ed emaciata, trattenendo a stento il vomito che la chemio mi avrebbe provocato. Ma i capelli no, non potevo vedermi senza! Cosa avrei detto a mio figlio di soli due anni che si trastulla sempre con le mie chiome? E come avrebbe reagito mio marito nel vedermi così “menomata”? Ma soprattutto come avrei reagito io a vedermi in quel modo, senza quella parte di me tanto femminile? Mi sono confidata con una cara amica che aveva già condiviso il problema di alopecia con una parente e mi ha accompagnato subito al centro Cesare Ragazzi Laboratories di Bergamo, dove mi hanno consigliato e assistito con discrezione e professionalità. Prima di iniziare la chemio, ho accorciato il taglio e mi hanno preparato “a tempo di record” un impianto con i capelli della stessa tipologia, consistenza, lunghezza e colore dei miei. Tanto che, quando sono rientrata a casa, nemmeno mia mamma si era accorta che non erano i miei capelli e mi aveva chiesto come mai non li avessi tagliati. E persino il chirurgo che mi ha operato, si era meravigliato di come non avessi perso i capelli, avendo fatto ben quattro cicli di chemio! Praticamente, non mi sono mai vista senza capelli. Quando vado una volta al mese al centro per il controllo, mi sfilano l’impianto e coprono lo specchio finché l’impianto non viene riposizionato. A differenza della tradizionale parrucca, che devi togliere di notte e magari di giorno si muove, l’impianto aderisce perfettamente alla cute e non ti accorgi neppure di averlo. Sono andata in Messico, in barca a vela, sulle giostre con mio figlio che si diverte a tirarmi i capelli: mai un problema. E poi faccio la doccia, mi lavo i capelli, vado in piscina. E’ un modo anche questo per non sentirsi malata. Per “non dare il tuo volto alla malattia”. Abbiamo intitolato così una conferenza che ho tenuto di recente all’Ospedale di Bergamo, dove sono stata operata, per spiegare alle donne che hanno un tumore e devono fare la chemio quanto sia importante non vedersi senza capelli. Il fatto di poterti tranquillamente guardare allo specchio, di mantenere inalterata la tua immagine, di vedere conservata la tua femminilità ti mette di buon umore e, pur nella sofferenza, ti dà la carica psicologica per reagire. Vorrei trasmettere alle tante donne che come me hanno passato il calvario della chemio un messaggio di speranza: con i capelli si affronta meglio anche la malattia!».

di Paola Trombetta  

 

IL SISTEMA DI INFOLTIMENTO E’ OGGI UN DISPOSITIVO MEDICO

Il sistema CNC (Capelli Naturali a Contatto) è una protesi di ultima generazione, in grado di coprire dai semplici diradamenti fino alla totale perdita di capelli (è il caso della chemioterapia e dell’alopecia universale). Realizzato dalla Cesare Ragazzi Laboratories di Zola Predosa, vicino a Bologna, viene eseguito con le più sofisticate tecniche, nel rispetto delle certificazioni di qualità internazionali, utilizzando materiali biocompatibili che ben si adattano alla cute ricevente. Costa poco più di una parrucca (da 2 mila a 5 mila euro), ma ha un effetto assolutamente naturale: non deve essere sfilato ogni sera, ma rimane aderente alla cute per diverse settimane. Con questo impianto, si può correre, fare sport, andare in piscina, lavare ogni giorno i capelli, perché aderisce perfettamente grazie a uno speciale polimero brevettato. Per queste sue particolari proprietà è stato di recente riconosciuto come dispositivo medico. Ecco le differenti fasi per arrivare all’impianto, personalizzato in base alle esigenze di ciascuno: il tempo richiesto per la preparazione è di circa un mese, nei casi di chemioterapia, due per gli altri.

1.Visita dermatologica e tricologica

Gli esperti accertano la situazione del cuoio capelluto nonché la struttura dei capelli. Viene effettuato il patch test per prevenire eventuali allergie.

2. Rilevazione dei parametri del cranio
Viene individuata e studiata la zona di alopecia del cranio e viene effettuato un calco per riprodurne fedelmente le caratteristiche fisionomiche.

3. Realizzazione del modello
Un apposito software registra tutti i dati del calco e procede alla realizzazione della copia esatta del cranio, modello per la futura protesi personalizzata.

4. Scelta e miscelazione dei capelli
Per avere un colore perfettamente in linea con quello del cliente, viene effettuata un’attenta selezione di capelli naturali fino a ottenere la miscelazione ideale. Per la protesi esclusiva “sistema CNC”, si utilizzano capelli europei, non decorticati, perché hanno un effetto più naturale e si pettinano più facilmente.

5. Preparazione della base
La base della protesi è realizzata con materiali polimerici e traspiranti, testati dermatologicamente e studiati per migliorare comfort e stabilità. Si procede colorando la base polimerica, precedentemente realizzata nei laboratori. Si utilizza la riproduzione del cranio del cliente, per assemblare il supporto adatto su cui inserire i capelli. 

6. Innesto
L’innesto dei capelli sulla protesi è manuale: vengono inseriti uno a uno sulla base polimerica da un operatore, seguendo la tipologia di capigliatura del cliente, rispettando l’originaria distribuzione, inclinazione e foltezza.

7. Integrazione  
L’integrazione della protesi sul cuoio capelluto avviene presso uno dei nostri centri, con appositi coesivi testati dermatologicamente presso il Centro di Cosmetologia dell’Università di Ferrara (certificati dalla FDA americana – Food and Drug Administration). Si procede poi con lo styling finale del cliente.

(P. T.)

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