“Non possiamo togliere il dolore, ma possiamo ridurre l’impatto traumatico della tragedia”

<In seguito al grave incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, si è svolto presso il Liceo Virgilio di Milano un primo incontro in classe con i compagni di quattro degli studenti coinvolti, tutti sopravvissuti, ma attualmente ricoverati presso l’Ospedale Niguarda di Milano nel reparto grandi ustionati e nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Kinderspital Zurich>, ha dichiarato il Dottor Ivan Giacomel in rappresentanza dell’equipe di psicologi ha condotto l’incontro, formata anche dai dottori Luisa D’Angelo, Roberta Brivio, Anna Paladino, Camilla Villa e Laura Crespolini.

<L’incontro è stato uno spazio di ascolto e contenimento emotivo durante il quale è emersa con forza la difficoltà dei compagni di trovare le parole giuste per esprimere quanto accaduto. Molti momenti, infatti, sono stati caratterizzati dal silenzio e dalle lacrime e non tutti sono riusciti a parlare. Alcuni di loro hanno descritto vissuti di forte angoscia, “pensieri che gridano”, stati di panico e paura intensa, ma dobbiamo comunque constatare che le reazioni osservate sono coerenti con l’impatto emotivo di un evento traumatico che coinvolge coetanei e amici. La nostra presenza si poneva l’obiettivo di offrire un primo contenimento, normalizzare le reazioni emotive e sostenere il gruppo classe in questo momento delicato>, ha spiegato la Dott.ssa Roberta Brivio, membro del Gruppo di Lavoro “Psicologia dell’Emergenza” dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Presidente di SIPEM SOS Lombardia (Società Italiana Psicologia dell’Emergenza Lombardia).

<Adesso sarà nostra cura continuare a monitorare la situazione e garantire supporto psicologico all’intera comunità scolastica, di cui fanno parte anche genitori, insegnati e personale ATA, in collaborazione con la scuola e le istituzioni competenti, nel rispetto dei tempi e dei bisogni dei ragazzi coinvolti>, ha concluso il Dott. Giacomel.

<Eventi come questo richiamano con forza la necessità di un riconoscimento strutturale e stabile della psicologia dell’emergenza all’interno dei contesti scolastici e comunitari. Non possiamo affidarci solo alla buona volontà e alla disponibilità estemporanea dei professionisti: serve un investimento politico e istituzionale che renda il supporto psicologico parte integrante delle risposte alle emergenze, soprattutto quando coinvolgono minori. La tutela della salute mentale non può essere considerata un intervento accessorio, ma un diritto fondamentale e una responsabilità collettiva. Il Gruppo di Lavoro “Psicologia delle Emergenze” opera per valorizzare il ruolo fondamentale della psicologia nei contesti di emergenza e di trauma collettivo. In situazioni di crisi, come quella avvenuta a Crans-Montana pochi giorni fa, l’intervento tempestivo di professionisti preparati in questa specialità consente di sostenere l’elaborazione emotiva degli eventi, prevenire l’isolamento, rafforzare il senso di comunità e attivare risorse di resilienza sia individuali sia collettive. È inoltre essenziale offrire spazi di ascolto sicuri, ridurre l’impatto psicologico a lungo termine del trauma e supportare insegnanti e personale scolastico nel loro ruolo educativo e relazionale. Come ribadito in questi giorni dai colleghi che fanno parte del Gruppo di Lavoro, alcuni presenti sul luogo della tragedia e altri nelle scuole oggi, non possiamo togliere il dolore, ma possiamo aumentare la resilienza individuale e di comunità affinché la tragedia abbia un impatto meno traumatico possibile”, ha aggiunto la Dott.ssa Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Paola Trombetta

 

 

 

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