A nove mesi dall’approvazione della Legge n. 149/2025, la prima al mondo a riconoscere l’obesità come malattia progressiva, istituzioni, società scientifiche, Regioni e associazioni dei pazienti si sono riuniti in Senato per chiedere una piena e concreta attuazione della norma. È il messaggio emerso dal convegno: “Obesità: la legge c’è. Ora costruiamo il sistema”, promosso su iniziativa del senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, Membro della 5ª Commissione Bilancio del Senato, nella Sala degli Atti Parlamentari, Piazza Minerva. Dopo il riconoscimento normativo dell’obesità come patologia, la sfida è ora trasformare quel principio in presa in carico reale: rendere operativo l’Osservatorio per lo Studio dell’Obesità presso il Ministero della Salute, aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, superare le diseguaglianze regionali, dare piena attuazione all’accesso alle prestazioni comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza e aprire una riflessione istituzionale sulla rimborsabilità dei trattamenti farmacologici oggi disponibili, in particolare per i pazienti con obesità grave e maggiore rischio di complicanze. L’iniziativa ha visto la partecipazione del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, del Presidente della 10ª Commissione permanente del Senato Francesco Zaffini, dell’onorevole Roberto Pella, Membro della V Commissione della Camera dei Deputati e Primo firmatario della Legge n. 149/2025, di rappresentanti del Ministero della Salute, di AIFA, delle Regioni, della Società Italiana dell’Obesità, delle Società Scientifiche e delle Associazioni dei pazienti.
In Italia l’obesità rappresenta una delle principali sfide di salute pubblica. Non si tratta di una responsabilità individuale né di una semplice questione di stile di vita, ma di una malattia cronica complessa, associata a numerose complicanze metaboliche, cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e psicologiche. L’eccesso ponderale interessa una quota molto rilevante della popolazione adulta e grava in modo significativo sul SSN, con un impatto clinico, sociale ed economico che rende non più rinviabile un intervento organico. Quattro le priorità: l’operatività dell’Osservatorio per lo Studio dell’Obesità; l’aggiornamento dei PDTA e l’avanzamento della Rete Italiana dell’Obesità; l’utilizzo delle risorse già previste dal Fondo Obesità e la definizione di modelli di accesso ai trattamenti; il pieno accesso alle prestazioni previste dai LEA, affinché il diritto alla cura non resti una previsione programmatica ma diventi una risposta uniforme su tutto il territorio
«La legge c’è. Ora dobbiamo costruire il sistema», afferma il senatore Raoul Russo, promotore dell’iniziativa. «A quasi nove mesi dall’approvazione, Osservatorio, LEA, PDTA e accesso ai trattamenti non possiamo restare fermi. L’obesità colpisce più duramente chi è già fragile e non possiamo accettare che il diritto a curarsi dipenda dal reddito o dalla Regione in cui si vive. Il Parlamento farà la sua parte per arrivare a una roadmap chiara, con tempi, responsabilità e strumenti concreti». Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’accesso alle terapie per l’obesità, oggi ancora largamente a carico dei pazienti. Una condizione che rischia di produrre una diseguaglianza strutturale: chi può sostenere il costo della cura accede ai trattamenti, chi non può rimane escluso. Il confronto ha evidenziato la necessità di valutare modelli sostenibili, basati su criteri di appropriatezza clinica, prescrizione specialistica, monitoraggio degli esiti e priorità per i pazienti con obesità severa.
«L’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, che richiede una presa in carico multidisciplinare e continuativa» dichiara Silvio Buscemi, Professore dell’Università di Palermo e Presidente della Società Italiana dell’Obesità. «Le nuove opzioni terapeutiche hanno modificato le prospettive di cura, ma devono essere inserite in percorsi appropriati, controllati e sostenibili. Come SIO riteniamo necessario avviare un percorso istituzionale per valutare forme di accesso rimborsato alle terapie farmacologiche innovative per i pazienti con maggiore gravità clinica e rischio di complicanze, all’interno di centri specialistici riconosciuti e con un attento monitoraggio degli esiti».
«Per le persone con obesità questa legge non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un diritto» dichiara Iris Zani,Presidente FIAO,Federazione Italiana Associazioni Obesità. «Da anni chiediamo che l’obesità sia riconosciuta per ciò che è: una malattia, non una colpa. Ora chiediamo che il riconoscimento diventi accesso reale alla cura. Non è accettabile che i pazienti debbano pagare di tasca propria trattamenti necessari o che debbano aspettare mesi, anni, o spostarsi da una Regione all’altra per essere presi in carico. Servono LEA, percorsi chiari, centri dedicati e terapie accessibili».
Paola Trombetta