Ventuno donne che hanno saputo trasformare il loro dolore in un progetto di rinascita: sono le protagoniste della mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, che celebra dieci anni di impegno e sensibilizzazione, approdata alla Fabbrica del Vapore di Milano e aperta fino al 30 agosto 2026. L’esposizione utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali fragilità del mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Gli scatti sono di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia.
«Dieci anni fa, quando è nata l’Associazione, stavo combattendo contro il tumore al seno e avevo già perso una persona di famiglia», racconta Donatella Gimigliano, giornalista e presidente dell’Associazione non profit Consorzio Umanitas, che ha organizzato la mostra . «In quel periodo mi occupavo di assistere e aiutare, tramite l’Associazione, le donne che avevano subito violenza, anche loro segnate da cicatrici profonde nel corpo e nell’anima. Ricordo che ogni anno sono 12 mila le donne che muoiono per un tumore al seno e ancora 110 quelle che perdono la vita per mano di un uomo. Anche il vissuto di queste donne è fatto di dolore, è un percorso di violenza per mano di persone a loro vicine. Per questo ho deciso di ideare questo progetto Women for Women Against Violence», (www.womenforwomen.it).
«Sono stata la prima donna in Italia sfigurata con l’acido solforico dal mio ex-marito», afferma Filomena Lamberti, una delle protagoniste della Mostra fotografica. «Dopo aver cresciuto tre figli maschi e aver subito 30 anni di violenze domestiche, mi sono decisa a chiedere la separazione e la sera del 28 maggio 2012, in occasione dell’ultimo appuntamento con il mio ex-marito, sono stata accolta con una bottiglia di acido in faccia che mi ha praticamente sfigurata. Ho subito 30 interventi di chirurgia plastico-ricostruttiva in 5 anni per tentare di riacquistare un po’ del mio aspetto e della mia identità calpestata. Purtroppo ho dovuto affrontare non pochi sacrifici, anche economici, per pagare queste cure che il Sistema Sanitario non rimborsa. Purtroppo chi subisce violenza non viene risarcito da nessuno, nemmeno dallo Stato che dovrebbe almeno punire severamente chi commette questi reati».
Un parere e un vissuto condiviso anche da Maria Antonietta Rositani che è stata “incendiata” dall’ex-marito a Reggio Calabria ed è sopravvissuta perché nella fuga ha trovato una pozzanghera d’acqua dove poter spegnere le fiamme: «24 mesi bendata e paralizzata nel letto con 120 interventi di chirurgia ricostruttiva», ricorda Maria Antonietta. «E quando sono tornata a casa, mi sono trovata “sola” e dovevo pagare i tanti interventi chirurgici. Per fortuna ho incontrato Donatella Gimigliano, che è stata la mia àncora di salvezza e mi ha aiutato con diversi finanziamenti da parte della sua associazione».
Lo stesso aiuto che ha avuto Pinky (Parvinder Aoulakh) di origine indiana, “incendiata” dal marito davanti ai due figli minorenni, dopo 5 anni di violenze domestiche. «Ringrazio i vicini di casa che mi hanno soccorsa subito e portata in ospedale, dove sono stata in coma per 2 mesi», racconta la stessa Pinky. «Qui ho conosciuto Jo Squillo e poi Donatella Gimigliano che mi hanno aiutata e supportata per pagare i tanti interventi chirurgici che ho dovuto affrontare».
E poi c’è la tragica storia del giovane Nicolò Maja, vittima sopravvissuta del femminicidio della madre da parte del padre che ha ucciso anche la sorella e tentato di ammazzare lui. Con i nonni materni Ines e Giulio Pivetta, che in tutti questi anni si sono presi cura di lui, racconta il suo calvario in ospedale, dove è stato sottoposto a diversi interventi per riprendere a camminare. Ma la ferita psicologica rimane profonda e grazie all’incontro con Donatella, anche lui sta via via riprendendo fiducia in sé stesso e nella vita.
Le 21 immagini della mostra sono raccolte in un libro, curato da Donatella Gimigliano,” Women for Women against violence”, edito da Musitalia Editore. Accanto ai ventuno ritratti fotografici, l’associazione ospita anche due importanti percorsi espositivi. Il primo è “We Say Stop. 90 manifesti per contrastare la violenza contro le donne”, progetto del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, curato dalle professoresse Valeria Bucchetti e Francesca Casnati. Un percorso composto da novanta manifesti realizzati dagli studenti e sviluppati nell’ambito della ricerca universitaria, che raccontano come il design della comunicazione possa diventare un efficace strumento di prevenzione, sensibilizzazione e cambiamento culturale, dando voce alle molteplici forme della violenza di genere.
Il secondo è “Trame di speranza, intrecci di vita”, dedicato alle creazioni in crochet di Antonietta Tuccillo, in cura per un tumore ovarico in fase cronica, che ha trasformato un’antica tecnica artigianale in un percorso di rinascita personale e creativa. Le sue opere raccontano come la fragilità possa diventare forza, restituendo valore al tempo, alla manualità e alla capacità di ricominciare. Per la prima volta fotografia, design della comunicazione e arte tessile si incontrano in un unico percorso espositivo, dimostrando come linguaggi diversi possano concorrere a costruire una nuova cultura del rispetto, della prevenzione e della rinascita. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Fabbrica del Vapore – Comune di Milano, gode dell’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, e del patrocinio del Senato della Repubblica, Polizia di Stato, Camera di Commercio di Milano, Lodi e Brianza, LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), Politecnico di Milano, e Fondazione Italia Giappone, con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, e della media partnership della RAI, Askanews e Milano World. Durante la serata sono stati consegnati i “Women for Women against Violence – Milano Camomilla Awards” , premio realizzato dal Maestro Michele Affidato e consegnato a Simona Ventura, Nina Zilli, Massimo Ciampa (Segretario Generale Mediafriends – Mediaset, in rappresentanza di Fedele Confalonieri), e agli agenti delle Volanti della Questura di Milano, Il Vice Ispettore Leonardo Borghetto, l’Assistente Danilo Migiani, l’agente Gabriella Santonastaso, protagonisti del salvataggio di una donna vittima di violenza di 24 anni che ha chiesto aiuto con il signal for help, premiati dal Questore Vicario Michele Pontoriero, e a Mary Franzese, Vicepresidente di Women&Tech e owner di Neuroguard. Un momento di grande emozione è stato il defilè di tutti i protagonisti della mostra. Tra gli ospiti anche Alessio Boni, tra i testimonial della Mostra. Special Guest Antonio Maggio, con “La faccia e il cuore” brano dedicato alla storia di Jessica Notaro scritto con Ermal Meta, JOIA B, che con “Un tempo per volare” racconta la sua esperienza con il tumore al seno.
di Paola Trombetta