Sabato 24 gennaio tornano Le Arance della Salute di Fondazione AIRC: in migliaia di piazze in tutta Italia, i volontari allestiscono i banchetti e organizzano la distribuzione di reticelle di arance rosse (donazione minima 13 euro), vasetti di marmellata di arance (8 euro) e di miele di fiori d’arancio (10 euro). Insieme ai prodotti, una pubblicazione speciale con indicazioni per distinguere le informazioni false da quelle attendibili e fondate sulla scienza, e sfatare i miti su alimentazione, attività fisica e comportamenti salutari. Per trovare la piazza più vicina: arancedellasalute.airc.it. La raccolta fondi riprende nei supermercati dal 2 febbraio, per tutto il mese, con le “Arance rosse per la Ricerca”: Fondazione AIRC riceve 50 centesimi di euro per ogni reticella di arance venduta in oltre 11.000 punti vendita. All’iniziativa aderiscono circa 60 insegne della grande distribuzione, che coinvolgono milioni di persone nel sostegno della ricerca per prevenire il cancro. Per sapere quali insegne aderiscono: arancedellasalute.airc.it
Anche nelle scuole avviene la distribuzione venerdì 23 e sabato 24 gennaio grazie a studenti, insegnanti e genitori nell’ambito di “Cancro io ti boccio”, un progetto di cittadinanza attiva e di Fondazione AIRC che promuove volontariato, divulgazione scientifica e cultura della prevenzione. Da oltre 25 anni le Arance della Salute sono un simbolo di impegno condiviso per la collettività, che sostiene il lavoro dei ricercatori per trovare nuove cure contro il cancro e migliorare la qualità della vita di chi lo affronta. Le donazioni saranno destinate a progetti di ricerca e a borse di studio di circa 5.000 ricercatori che lavorano in istituzioni prevalentemente pubbliche di tutta Italia, con l’obiettivo di mettere a punto trattamenti sempre più efficaci contro i tipi di cancro ancora poco curabili e studiare nuovi strumenti e strategie per la diagnosi precoce.
Testimonial della Campagna: la professoressa Paola Storti e la campionessa Sofia Goggia.
Ricercatrice AIRC presso l’Università degli Studi di Parma, la professoressa Paola Storti sta conducendo un importante progetto sul mieloma multiplo. Durante la tappa di Parma, ha portato la Torcia Olimpica del percorso verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. «Per me è stato un onore portare la Torcia Olimpica e rappresentare l’impegno di AIRC, che tiene sempre viva la fiamma della ricerca per prevenire e curare sempre meglio il cancro», ha affermato. Il suo gesto testimonia ancora una volta come lo sport possa diventare un potente strumento di prevenzione e un linguaggio universale capace di trasmettere valori quali impegno, costanza e fiducia nel futuro. Con la sua partecipazione, Paola Storti ha incarnato il volto della scienza che avanza a fianco dello sport, in un percorso comune per la salute e il benessere di tutti.
«Il cancro è un tema trasversale che tocca tutti: ciascuno di noi ha vissuto l’esperienza di una diagnosi tra parenti, amici o persone vicine», commenta Sofia Goggia, ambassador AIRC dal 2017. «Per questo credo sia fondamentale sensibilizzare la collettività sull’importanza di sostenere la ricerca come fa AIRC e promuovere l’importanza della prevenzione con l’adozione di comportamenti salutari. Le Arance della Salute sono il simbolo di uno stile di vita sano che si traduce in una dieta equilibrata, in attività fisica regolare e nella rinuncia al fumo. Poche semplici regole che ognuno di noi può adottare ogni giorno per prendersi cura di sé e degli altri».
AIRC: presidio per la ricerca e la crescita di nuovi talenti
Fondazione AIRC è il principale ente privato di finanziamento della ricerca oncologica indipendente in Italia. Per il nuovo anno rafforza l’impegno per rendere il sistema scientifico nazionale più competitivo e trasformare i progressi della ricerca in benefici concreti per i pazienti con un investimento di 142 milioni di euro. Questi fondi garantiscono continuità a cinquemila ricercatori impegnati in 676 progetti di ricerca, 98 borse di studio e 5 programmi speciali ospitati da circa 100 istituzioni: università, ospedali e centri di ricerca sul territorio nazionale. Impegno che si completa con il sostegno a IFOM, Istituto di Oncologia Molecolare della Fondazione, centro avanzato dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base dei tumori. Numerosi studi hanno dimostrato che il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso sane abitudini: non fumare, fare attività fisica, scegliere un’alimentazione equilibrata in linea con la dieta mediterranea, non bere alcolici, aderire alle vaccinazioni e agli screening raccomandati per la diagnosi precoce. Nonostante queste evidenze, la diffusione di sovrappeso e obesità in Italia è preoccupante, soprattutto tra i bambini: il 37% circa è in sovrappeso e, di questi, il 17% è obeso. Si tratta di numeri tra i più alti in Europa, dovuti a insufficiente attività fisica e alimentazione lontana dai principi della dieta mediterranea.
Paola Trombetta