Una data, l’8 maggio, è dedicata al Tumore all’ovaio. E l’altra, subito dopo, il 10 maggio, è la Festa della mamma. Per onorare le due ricorrenze, l’Azalea della Ricerca AIRC (vedi box sotto) è il gesto simbolico con cui centinaia di migliaia di persone scelgono di celebrare le mamme e allo stesso tempo sostenere la ricerca oncologica per questo tumore. Nel corso degli anni, partendo dal lontano 1984, la campagna ha permesso a Fondazione AIRC di raccogliere oltre 320 milioni di euro, garantendo continuità a medici e ricercatori impegnati a migliorare prevenzione, diagnosi e cure dei tumori che colpiscono le donne.
Tra i progetti di ricerca sostenuti anche grazie all’Azalea c’è quello della dottoressa Camilla Nero, ricercatrice AIRC presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
«AIRC mi ha dato la possibilità di realizzare uno studio complesso, che però risponde a una domanda semplice: si può evitare la chemioterapia, dopo un intervento chirurgico di stadiazione nelle pazienti che hanno un tumore all’ovaio iniziale? Lo studio che ho progettato, per rispondere a questa domanda, prevede l’utilizzo di un esame, la biopsia liquida, ovvero il dosaggio nel sangue del DNA delle cellule cancerogene, dopo l’intervento chirurgico. Questo strumento, che oggi non è ancora disponibile di routine, dovrebbe permetterci di selezionare solo quelle pazienti che hanno bisogno della chemioterapia, risparmiando tutte le altre, ed evitando così gli effetti collaterali molto debilitanti per la donna, dopo l’intervento di asportazione del tumore, migliorandone la qualità di vita. Fare ricerca significa che, di fronte alle tante limitazioni che incontriamo curando le pazienti, non ci arrendiamo. Ognuno di noi può scegliere: o di attendere che qualcuno cambi le cose, oppure provare in prima persona a cambiare. Per farlo è indispensabile però trovare qualcuno che ci supporti, in maniera concreta, intelligente, incondizionata. AIRC per me rappresenta quel mezzo. Sono un medico e devo curare al meglio le pazienti. Il day-hospital dove lavoro è dedicato completamente alla sperimentazione clinica: facciamo studi di fase 2 e 3 e applichiamo le soluzioni tecnologiche per risolvere problemi clinici delle pazienti. Come tutti i ricercatori, ho la mente sempre in attività: lo fai con passione perché questo lavoro ti coinvolge. Riesco comunque a ricavare il tempo da dedicare alla mia famiglia: marito e due figli. E almeno una volta alla settimana cerco di praticare attività fisica, fondamentale per scaricare tensioni. In medicina, se uno vuole “creare”, deve avere la mente rilassata; altrimenti rimane sullo standard routinario di lavoro che può però rivelarsi non soddisfacente».
Videostoria: https://www.youtube.com/watch?v=TNvgNqtO750
Incidenza dei tumori e sopravvivenza delle pazienti
Nel 2025 in Italia sono state stimate 179.800 nuove diagnosi di cancro nelle donne, circa 1 su 3 ne è colpita nel corso della vita. I più frequenti sono i tumori alla mammella (31,1% di tutte le diagnosi di cancro femminile), colon-retto (10,5%), polmone (9,1%), melanoma (4,7%), utero (4,6%), ovaio (3%). Le donne sviluppano mediamente meno tumori e superano la malattia più spesso rispetto agli uomini. I motivi di questa differenza, dovuta in parte alla biologia e in parte ad altri fattori, per esempio sociali e culturali, sono approfonditi nella pubblicazione speciale che viene distribuita insieme all’Azalea, che racconta anche il ruolo delle donne nella ricerca sul cancro tra ieri e oggi e fornisce indicazioni utili per la prevenzione. Grazie ai risultati della ricerca, per alcuni tipi di tumore la sopravvivenza delle pazienti a 5 anni dalla diagnosi è cresciuta molto negli anni. È il caso in particolare del tumore al seno, dove si è arrivati a un tasso dell’89,5%. Più complessa è la situazione per altri tipi di cancro, più rari ma meno curabili come il tumore dell’ovaio, che risulta difficile da diagnosticare precocemente e spesso è resistente ai trattamenti e dà recidive.
di Paola Trombetta
L’Azalea della Ricerca e le Azzurre per AIRC
Domenica 10 maggio, per la Festa della Mamma, Fondazione AIRC colorerà oltre 4.000 piazze in tutta Italia grazie a 600mila Azalee della Ricerca, che i volontari distribuiranno con una donazione minima di 18 euro per sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono le donne. L’Azalea è disponibile anche su Amazon: le informazioni dei punti vendita sono su azaleadellaricerca.it.
Anche le Azzurre della Nazionale di calcio femminile hanno scelto questo fiore per dedicare un pensiero alle proprie mamme e coinvolgere tifose e tifosi nella sfida contro il cancro: https://youtu.be/rqjRXjDI39I . Dal 2024 le Azzurre sono a fianco di AIRC per l’Azalea della Ricerca. Quest’anno le campionesse Caterina Ambrosi, Agnese Bonfantini, Michela Cambiaghi, Giulia Dragoni e Laura Giuliani hanno realizzato con il CT Andrea Soncin un contenuto video con messaggi speciali dedicati alle mamme. Quella tra AIRC e FIGC è una partnership consolidata, che unisce il mondo del calcio a quello della ricerca sul cancro attraverso campagne dedicate, come “Un Gol per la Ricerca”, coinvolgendo le Nazionali maschili, femminili e le giovanili per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione e del finanziamento alla ricerca oncologica. Un impegno per promuovere salute e consapevolezza attraverso la forza comunicativa del calcio. P.T.