5eurocontroilfumo.it è la Campagna, partita in questi giorni, che prevede di raccogliere 50 mila firme in 6 mesi per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette e di tutti i nuovi i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Tra questi, anche i preparati di nuova generazione, come le sigarette elettroniche, tabacco riscaldato, liquidi con e senza nicotina, sigari, cigarillo, nicotine pouches, noti come sacchetti di nicotina, che stanno guadagnando popolarità, soprattutto tra i giovanissimi, contenenti nicotina in forma di sali, aromi e altre sostanze, e lo snus, cioè tabacco polverizzato in voga soprattutto nel nord Europa, ma commercializzato anche in Italia.
Obiettivo dell’iniziativa? Rendere meno accessibile il fumo a tutti e in particolare alle fasce di popolazioni meno abbienti e ai ragazzi, di norma con limitate disponibilità economiche, ma anche meno informate sui rischi di comportamenti scorretti, per abbassare sensibilmente i consumi di tabacco e quindi l’insorgenza di patologie correlate sull’intero territorio nazionale. Un obiettivo di salute e di sanità pubblica che vede alleate l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, cioè alcuni degli enti da sempre e maggiormente impegnati a fare prevenzione, sensibilizzazione alla conoscenza dei tumori e dei fattori di rischio. In pratica promotori della campagna che chiamano a raccolta in una mobilitazione popolare e solidale, la società civile, le Associazione pazienti, le Società Scientifiche, in occasione della Giornata contro il fumo (31 gennaio).
Cinquantamila firme di cittadini, maggiorenni, favorevoli all’incremento della tassazione: è il numero minimo di sì per chiedere “ufficialmente” al Parlamento una proposta di legge che “difende” due importanti fondamenti, clinico-scientifico e sociale. Lo sviluppo, in primis, di gravi patologie oncologiche, dal tumore al polmone e in generale delle vie respiratorie, le prime a risentire degli effetti nocivi del fumo, a quelli ad altri organi e apparti, gastroenterico, urogenitale, vescica, pancreas, fino alle malattie croniche come enfisema o BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) e i disturbi cardiovascolari, che impattano sulla qualità della vita. Dall’altro, contrastare il trend in crescita all’uso di nicotina e tabacco fra le donne e le ragazze, sempre più propense ad avvicinarsi al fumo, rispetto alla popolazione maschile in cui i consumi sono invece in calo. Da precisare che il fumo è una delle prime cause di mortalità.
In aumento il fumo tra le donne e nei giovani
«Il 90% dei casi di tumore del polmone è determinato dal fumo, pari a oltre 40mila diagnosi ogni anno in Italia», afferma Giulia Veronesi, Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi. «L’abitudine tabagica è stata storicamente appannaggio degli uomini, ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, il 20% della popolazione femminile è tabagista e ciò incide sulle nuove diagnosi. Le neoplasie polmonari, infatti, tra il 2003 e il 2017 sono diminuite negli uomini del 16,7% e aumentate tra le donne dell’84,3%. È una tendenza molto pericolosa, che deve essere affrontata con provvedimenti legislativi adeguati, a partire dall’aumento del costo delle sigarette, finalizzata anche a incidere sulle problematiche legate a questa abitudine: sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui le patologie respiratorie non neoplastiche, come la BPCO e cardiovascolari in cui il fumo rappresenta un importante fattore di rischio».
Conferma Massimo Di Maio, Presidente AIOM: «Nel nostro Paese quasi un quarto degli adulti fuma ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani; il 10% degli under 19 è tabagista e il comportamento tende a proseguire per il resto della vita. L’aumento del costo delle sigarette e degli altri prodotti da fumo potrebbe essere molto utile, soprattutto per i più giovani, che spesso per l’acquisto devono dipendere dall’adulto, e anch’essi potrebbero riconsiderare l’abitudine al fumo, ricavando benefici per la salute, ma anche per il portafoglio».
«Riteniamo che aumentare di 5 euro il costo delle sigarette e di tutti i prodotti da fumo – dichiara Annamaria Parola, Responsabile Relazioni Istituzionali e Progetti Internazionali di Fondazione Umberto Veronesi – sia una misura efficace in termini di salute e di contrasto al tabagismo, per tutti, per i ragazzi in modo particolare. L’industria del tabacco, soprattutto nei confronti dei giovani, sta spostando il consumo verso i nuovi prodotti, con la falsa convinzione che questi siano meno dannosi. Purtroppo le prime evidenze stanno dimostrando il contrario: tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, ad esempio, generano importanti effetti sulla salute al pari delle sigarette tradizionali, potendo provocare nei giovani, che sempre più fanno un uso combinato di entrambe (sigarette elettroniche e prodotti di ultima generazione), un aumento del rischio oncologico. È cruciale che i giovani vengano protetti con ogni mezzo e strategia, tanto più che sigarette elettroniche e altri prodotti da fumo, anziché disincentivare, avvicinano i giovani alla prima “sigaretta”. Imitiamo, dunque, i Paesi UE e extra UE più coraggiosi che hanno già adottato queste misure. Secondo una ricerca del Cergas, dell’Università Bocconi, queste “manovre” economiche, come il rincaro dei costi di tutti i prodotti contenenti tabacco e nicotina, sono strategiche: aumentare la tassazione su questi prodotti funziona e riduce in maniera importante i consumi soprattutto nelle fasce più giovani e più deboli».
Come ridurre la mortalità
Ridurre la mortalità è un ulteriore cruciale obiettivo. «Il 27% di tutti i casi di cancro – aggiunge Francesco Perrone, Presidente Fondazione AIOM – è determinato proprio dall’abitudine tabagica, a cui sono riconducibili 93mila morti ogni anno in Italia. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Solo nel nostro Paese, le patologie provocate da questa abitudine generano costi diretti e indiretti pari a 26 miliardi di euro. Stimiamo che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire anche nel nostro Paese una diminuzione del 37% del consumo. In questo modo, oltre a ridurre il numero di fumatori, a salvare vite, i le maggiori entrate risparmiate dalle vendite potranno contribuire a finanziare il SSN, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini, dirottando risorse verso altri obiettivi sanitari».
Tutti i cittadini possono aderire alla campagna, 5eurocontroilfumo.it , la prima del genere mai realizzata in Italia, con una semplice firma: è sufficiente approdare sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (cliccare qui), utilizzando lo SPID, la CIE (Carta di Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
«Auspichiamo che anche le Istituzioni ai massimi livelli – conclude Daniele Finocchiaro, Consigliere Delegato di Fondazione AIRC – siano sensibili a un tema così rilevante per la sanità pubblica e riconoscano l’urgenza di una norma che permetta di prevenire le malattie correlate al fumo, soprattutto il cancro, perché investire in prevenzione significa investire nel futuro del Paese».
di Francesca Morelli