“ASMA ZERO WEEK”: per aumentare la consapevolezza sulla malattia

Luisa è diventata mamma a 38 anni. Dopo la gravidanza ha cominciato ad avere attacchi d’asma sempre più frequenti. È stata trattata con corticosteroidi dal medico di base. Anziché consigliarle di andare da uno pneumologo, le è stata proposta la visita da uno psicologo, attribuendo i suoi attacchi d’asma all’ansia post-parto. In più, per questa problematica non risolta, è stata pure licenziata dal lavoro… È solo un esempio di oltre 3 milioni di persone asmatiche in Italia, molte delle quali ricevono una diagnosi spesso tardiva. Per sensibilizzare la popolazione su questa patologia e sull’importanza per i pazienti di prevenire gli attacchi d’asma e ridurre l’impatto della malattia sulla vita quotidiana mediante corrette strategie terapeutiche e di comportamento, in occasione della Giornata mondiale è stata presentata la Campagna ASMA ZERO WEEK, l’evento nazionale che mette a disposizione dal 13 al 17 maggio e dal 27 al 31 maggio consulenze specialistiche gratuite per pazienti con asma in circa 40 Centri di pneumologia e allergologia specializzati in tutta Italia, prenotabili al Numero Verde 800 628989. Per info: asmazeroweek.it. La campagna è promossa da FederASMA e ALLERGIE – Federazione Italiana Pazienti ODV, in collaborazione con Respiriamo Insieme – APS, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC), della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), e il sostegno di AstraZeneca.

«Anche quest’anno, insieme a Società scientifiche e medici, rinnoviamo l’impegno concreto in favore delle persone con asma non controllata, a cui è offerta l’opportunità di effettuare gratuitamente una valutazione specialistica del proprio stato di malattia e ricevere consigli utili alla sua gestione», spiega Mario Picozza, Presidente FederASMA e ALLERGIE. «L’evento rappresenta un’occasione per aumentare la consapevolezza sulla malattia, contribuendo a migliorare l’aderenza al trattamento, ma anche a promuovere una corretta informazione in merito alle nuove opzioni terapeutiche che oggi possono modificare in modo sostanziale la gestione della patologia. L’asma può essere efficacemente trattata e i pazienti possono ottenere un buon controllo: tuttavia, in assenza di una gestione appropriata, si può verificare uno scarso controllo dei sintomi, la comparsa di riacutizzazioni e un più rapido declino della funzione respiratoria. Il primo obiettivo della campagna è quindi invitare i pazienti asmatici a effettuare una valutazione della propria condizione».

Che cos’è l’asma grave?
Un’attenzione particolare va dedicata all’asma grave, una forma della malattia di cui si stima soffrano in Italia circa 300mila persone tra adulti, adolescenti e bambini, e che spesso è sotto diagnosticata a causa di un approccio non corretto e tardivo, che comporta un uso improprio di farmaci e un peggioramento della malattia. La forma più grave di asma colpisce fino al 10% dei pazienti asmatici e ha un rilevante impatto sul benessere fisico e psicologico, sul percorso scolastico ed educativo, sul lavoro e sulla vita familiare e sociale delle persone, a causa di un’improvvisa riacutizzazione della sintomatologia.

«L’asma può insorgere in qualsiasi età: fino dai primi mesi, in età adolescenziale e anche in età matura», puntualizza la professoressa Paola Rogliani, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Roma Tor Vergata e Presidente SIP (Società Italiana di Pneumologia). «La causa più frequente a cui si fa riferimento è l’asma allergica: ma si tratta solo di una forma di asma. Ci possono essere eventi che colpiscono le prime vie aeree e innescano una reazione infiammatoria che dà luogo a una sintomatologia di tipo asmatico. C’è sicuramente una familiarità che predispone a essere più sensibili alla reattività delle vie aeree che, in seguito a un qualsiasi stimolo, tendono a chiudersi. Spesso il paziente viene diagnosticato dopo l’attacco asmatico e ha addirittura una spirometria normale, tanto che a volte viene definito un paziente ipocondriaco. Se c’è invece un sospetto di asma, si fanno dei test di bronco provocazione sotto controllo medico per valutare se ha un’ipereattività bronchiale, se ha problematiche allergiche, se è incline a un’infiammazione di tipo eosinofilico, perché l’eosinofilo è la cellula protagonista dell’infiammazione. Per l’asma grave ci si avvale di biomarcatori per il dosaggio degli eosinofili. A seconda della classificazione della tipologia asmatica, si ricorre poi a differenti terapie».

 Quali le novità in ambito terapeutico?
«Nell’asma lieve-moderata, il cardine è la terapia inalatoria (cortisone e broncodilatatore) e quella va fatta in varie modalità e con differenti dosaggi», risponde la professoressa Rogliani. «Nell’asma grave, invece, si ricorre ai farmaci biologici, noti anche come anticorpi monoclonali, che agiscono su particolari citochine che provocano l’infiammazione: rappresentano una svolta significativa nel trattamento dell’asma grave, consentendo di ridurre la frequenza delle esacerbazioni, le visite al pronto soccorso e l’uso di corticosteroidi orali (OCS). Dal primo farmaco biologico ad oggi ne abbiamo avuti diversi, fino al più recente che è stato appena approvato in Italia (tezepelumab) e permette per la prima volta di agire già all’inizio della cascata infiammatoria, riducendo le riacutizzazioni di asma con un profilo di sicurezza favorevole. Grazie ai progressi della ricerca e allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche, che devono comunque essere sempre personalizzate, è possibile oggi migliorare notevolmente la qualità di vita dei pazienti affetti da asma grave, consentendo loro di gestire meglio la loro condizione».

«Come già accaduto per altre malattie croniche, anche nell’asma si sta delineando con interesse crescente il concetto di “remissione” come obiettivo terapeutico sfidante, ma raggiungibile», aggiunge il professor Giorgio Walter Canonica, Professore di Medicina Respiratoria, Humanitas University; Senior Consultant Centro Asma e Allergologia, Humanitas Research Hospital, Rozzano (MI); International Advocate GINA (Global Initiative for Asthma). «La remissione è definita come assenza prolungata di sintomi e di riacutizzazioni, stabilizzazione della funzione polmonare e nessun bisogno di corticosteroidi sistemici per il trattamento della malattia».

Uno studio condotto in circa 600 pazienti con asma grave di tipo eosinofilico ha evidenziato come il trattamento con un farmaco biologico consentisse di eliminare l’uso di OCS nel 62,9% dei casi, con il 75% dei pazienti senza riacutizzazioni durante il periodo di riduzione degli OCS; nella fase di mantenimento dello studio, in cui i pazienti hanno proseguito per circa 6 mesi la terapia con il biologico, senza OCS o con la dose minima raggiunta in precedenza, sono stati osservati miglioramenti importanti della qualità di vita e in quasi un terzo dei casi anche un recupero della funzione surrenalica laddove il cortisone avesse modificato le sue funzioni normali.

«Le evidenze ottenute dagli studi clinici hanno dimostrato che i farmaci biologici sono in grado, oltre che di prevenire le riacutizzazioni dell’asma, di ridurre la dipendenza dal mantenimento con corticosteroidi sistemici e anche di ottimizzare il trattamento inalatorio di fondo. Ciò permetterebbe addirittura di riscrivere la classificazione della severità dell’asma, da sempre definita in base della quantità di farmaci somministrati per ottenerne il controllo: l’avvento dei biologici può consentire, infatti, di ridurre anche la terapia con steroidi inalatori, un concetto assolutamente innovativo anche per il paziente», conclude il professor Canonica.

Ciononostante, ancora oggi molti pazienti che potrebbero beneficiare di queste terapie biologiche trovano difficoltà ad accedervi, rendendo i farmaci biologici ancora sottoutilizzati. «Anche se correlata a un forte impatto sia dal punto di vista fisico che psicologico sulla vita dei pazienti, l’asma grave resta una patologia sottostimata e poco riconosciuta», segnala Simona Barbaglia, Presidente Associazione Respiriamo Insieme – APS. «Da una survey che l’Associazione Pazienti Respiriamo Insieme ha di recente proposto ai suoi soci è emerso come, su un campione di 801 pazienti, il 58% non fosse stato ancora correttamente inquadrato, subendo un forte impatto sulla vita quotidiana e dovendo così assumere alte dosi di corticosteroidi sistemici (OCS) per controllare i sintomi della malattia. Per questo, riteniamo importante che l’asma grave dell’adulto venga inserita nel Piano Nazionale della Cronicità e le sia assegnato un codice di esenzione diverso dall’asma nei LEA, così da definire percorsi virtuosi di diagnosi e cura che possano garantire omogeneità di trattamento su tutto il territorio nazionale».

di Paola Trombetta

PerCORSA di Salute

Alla Campagna ASMA ZERO WEEK si aggiunge l’iniziativa PerCORSA di salute, giornate di informazione, prevenzione, screening e sport dedicate a pazienti con patologie respiratorie croniche, ai loro familiari e alla popolazione generale. Si articola in 11 mattinate tra maggio e ottobre 2024 presso i Centri ospedalieri aderenti su tutto il territorio italiano. L’iniziativa è ideata e promossa da Respiriamo Insieme – APS in collaborazione con APACS APS e in partnership con Cittadinanzattiva e UNIAMO. Asma e asma grave, poliposi nasale, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e bronchiectasie: queste le malattie respiratorie croniche protagoniste della Campagna, che colpiscono i polmoni e le vie respiratorie e riguardano il 7% della popolazione italiana, con un maggior contributo dell’asma, provocando un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, soprattutto a causa del frequente ritardo diagnostico e di un corretto approccio terapeutico. La Campagna si occuperà anche di Granulomatosi Eosinofila con Poliangite (EGPA) che, pur essendo una malattia rara, ha tra le sue comorbidità molte di queste patologie con le quali condivide sintomi e parte dei percorsi terapeutici. Ogni tappa di PerCORSA di salute prevede, dalle ore 9.00 alle 11.00, screening gratuiti della popolazione con consulti medici e possibilità di sottoporsi all’esame della spirometria; si prosegue poi dalle 11.00 alle 13.00 con un convegno che affronta i temi della Campagna attraverso gli interventi degli specialisti operativi presso i Centri specializzati. Infine, alle 13.30 l’appuntamento con la corsa cittadina, una “staffetta” che idealmente consegna il testimone del progetto al centro di riferimento della tappa successiva. La prossima Regione di PerCORSA di salute sarà la Lombardia: sabato 25 maggio all’Ospedale Niguarda e mercoledì 29 maggio all’Ospedale Luigi Sacco. Info e prenotazioni su https://percorsadisalute.it/

P.T.

Articoli correlati