Menopausa: oggi, in Italia, è tempo di cambiare

«Sono andata in menopausa a 48 anni: il sintomo più importante è stato il “brain fog”, ovvero una grave perdita di concentrazione e memoria, che ha influito molto sul mio lavoro. Mi occupo di comunicazione e marketing per una multinazionale e sono sempre a contatto con persone con cui devo dialogare per presentare progetti. A volte, durante le riunioni importanti, non mi ricordavo più quello di cui dovevo parlare… Questo disturbo è stato per me molto invalidante, anche se all’inizio non l’avevo associato alla menopausa, non essendo uno dei sintomi più comuni. Pensavo invece di avere una malattia neurodegenerativa e di dovermi rivolgere al neurologo. Ho avuto anche problemi di secchezza oculare che mi impedivano di stare al computer troppo a lungo. Poi a questi disturbi si sono aggiunte cistiti ricorrenti, e allora mi sono rivolta a un ginecologo, che mi ha prescritto semplicemente degli integratori. Ma i disturbi non passavano, soprattutto le cistiti che incidevano anche sul mio rapporto di coppia. Purtroppo ho girato diversi specialisti e nessuno ha considerato in modo adeguato la mia situazione. Neppure una ginecologa inglese, da cui mi ero rivolta durante un mio soggiorno di lavoro a Londra, mi aveva risolto il problema. Per fortuna ho incontrato la professoressa Rossella Nappi che ha subito inquadrato la mia problematica e abbiamo discusso quale fosse l’orientamento da prendere: mi ha proposto la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) che a 51 anni mi ha cambiato totalmente la vita. Ogni anno valutiamo i dosaggi ormonali e come proseguire con questa terapia orale a cui abbiamo aggiunto gli ovuli vaginali per la cistite e l’atrofia vaginale. I sintomi che avevo ora sono del tutto scomparsi. E la mia memoria si è completamente riaccesa e non ho più difficoltà di concentrazione. La menopausa mi ha fatto capire che molte donne arrivano a questa fase impreparate. Molte di loro non conoscono le terapie e le risorse oggi disponibili per affrontare i sintomi che possono compromettere la qualità della loro vita. Sentivo che era giunto il momento di cambiare la narrazione della menopausa: volevo trasformare la conversazione, sostituendo il silenzio e la negatività con la conoscenza, l’empowerment e la positività. Conoscere la menopausa è fondamentale per viverla al meglio, trasformandola in una nuova opportunità, una ripartenza, un’occasione per scoprire nuovi stimoli e realizzare nuovi progetti».

Per questo Manuela Peretti ha deciso di aprire una pagina Facebook e Instagram, ManuPausa, per incoraggiare e consigliare le donne, raccogliendo perplessità e domande a cui cerca di rispondere con l’aiuto di alcuni specialisti. Molti sono ancora i falsi miti diffusi sulla menopausa e le perplessità sull’utilizzo di terapie per curarne i sintomi. In Italia, le donne tra i 45 e i 75 anni sono circa 14 milioni e le over 75 sono più di 3 milioni e mezzo. Secondo un’indagine CENSIS, condotta su oltre mille donne di età compresa tra i 45 e i 65 anni, tre su 4 considerano la menopausa un periodo naturale della vita. In presenza di sintomi da moderati a severi, in particolare vampate di calore, le donne italiane ricorrono soprattutto a rimedi naturali e utilizzano terapie ormonali specifiche in meno del 10% dei casi. La menopausa è associata a un aumento dei fattori di rischio di alcune malattie croniche, in primis quelle cardiovascolari. Un recente studio pubblicato sulla rivista Circulation rivaluta l’utilizzo degli estrogeni, associati al progesterone o ai progestinici per proteggere l’utero, che si sono rivelati efficaci nel prevenire il rischio cardio-vascolare e metabolico in donne che presentano sintomi vasomotori da moderati a severi, la cui persistenza le esporrebbe a un maggiore rischio cardiovascolare.

Per far chiarezza sulle problematiche legate alla menopausa e sull’utilizzo delle terapie ormonali, abbiamo intervistato la professoressa Rossella Nappi, Ordinario di Ostetricia e Ginecologia, Università degli Studi IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Presidente eletto della Società Internazionale della Menopausa (IMS-www.imsociety.org.), Responsabile del Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita e Ambulatorio di Endocrinologia Ginecologica & della Menopausa, intervenuta a Milano a un incontro promosso da ONDA, in occasione della Giornata Mondiale della Menopausa (18 ottobre). Il 25 ottobre, inoltre, alle ore 17 verrà organizzato un webinar dedicato alle possibilità offerte dalla Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) e ai vantaggi ad essa associati. La diretta sarà disponibile sul canale Facebook di Fondazione ONDA. Successivamente, verrà lanciata una campagna sulla correlazione tra menopausa, malattie cardiovascolari e osteoporosi che vedrà coinvolte le followers di ManuPausa con domande a cui risponderà la professoressa Nappi.

Cosa si intende per menopausa e quale l’impatto sulla donna?
«Con il termine “menopausa” si fa riferimento a un arco temporale della vita femminile, che coincide con l’ultima mestruazione e la fine della fertilità. Bisognerebbe sempre pronunciarla a voce alta, senza imbarazzo o vergogna, per definire una fase della vita che in genere si verifica tra i 50-52 anni e rappresenta “un portale” verso una dimensione differente della femminilità. Se avviene prima dei 45 anni si definisce precoce e induce una perdita anticipata della fertilità, un tema che merita molta attenzione in un Paese come l’Italia dove ci si riproduce poco e sempre più tardi. In alcuni casi la menopausa può essere chirurgica, causata da rimozione dell’utero (isterectomia) o delle ovaie (ovariectomia) a causa di emorragie mestruali, fibromi o polipi uterini, cisti ovariche e anche di tumori dell’apparato genitale: in questi casi può portare a un carico maggiore di sintomi e di fattori di rischio. Nella menopausa fisiologica le ovaie smettono di funzionare e viene meno la produzione degli estrogeni, ormoni capaci di modulare tutti gli organi e apparati femminili, soprattutto cervello, cuore e ossa, ma anche tessuti uro-genitali, pelle, intestino, sistema immunitario e metabolismo. Per questo, la menopausa è associata a una serie di disturbi più o meno severi, i più importanti dei quali sono le vampate di calore e i disturbi del sonno, con un impatto negativo sulla qualità di vita, nonché sulla sfera relazionale e lavorativa. Inoltre, possono essere presenti altri sintomi come senso di confusione mentale, stanchezza, palpitazioni, depressione, ansietà, nervosismo, dolori osteo-articolari, cefalea, secchezza vaginale, calo del desiderio sessuale, gonfiore addominale, disturbi urinari, cistiti ricorrenti e perdita della forma fisica con aumento di peso e accumulo del grasso corporeo in sedi “non femminili” come il giro vita ed il busto. Possono poi manifestarsi anche fattori di rischio come aumento della glicemia, del colesterolo “cattivo”, dei valori di pressione arteriosa e perdita di massa ossea e muscolare. Fortunatamente non tutte le donne presentano disturbi e fattori di rischio, ma ciascuna sperimenta la “sua menopausa” e la vive con più o meno ottimismo secondo la genetica che predispone a specifiche malattie, la sensibilità alla carenza ormonale, lo stile di vita, il contesto socio-economico e ambientale».

L’impatto della menopausa sulla salute viene spesso sottostimato, senza valutarne i rischi che incidono poi sulla qualità di vita della donna, destinata a vivere sempre più a lungo…
«La menopausa è un evento naturale, ma va rapportata all’aumento dell’aspettativa di vita e del rischio delle cosiddette malattie non trasmissibili, che avviene con il passare degli anni. I big killers della donna non sono soltanto i tumori ginecologici e della mammella, ma anche il diabete, l’obesità, l’ipertensione, l’aterosclerosi e la trombosi, che rappresentano fattori di rischio per gli eventi cardio-vascolari e per la demenza senile. La menopausa è infatti associata a un aumento dei fattori di rischio di alcune malattie croniche degenerative, soprattutto quello cardiovascolare, tanto che uno studio apparso sulla rivista Lancet Endocrinology and Metabolism nel 2022 l’ha definita come una fase di transizione cardio-metabolica che deve portare la donna e il medico ad allearsi con l’obbiettivo di favorire i fattori essenziali per la salute cardiovascolare, tra cui attività fisica, astinenza dal fumo, peso regolare e livelli nella norma di glucosio e grassi nel sangue e pressione arteriosa. In particolare, è stato dimostrato che le vampate di calore non sono soltanto un sintomo fastidioso che le donne si trovano a dover sopportare. Se severe, frequenti e prolungate negli anni, rappresentano un indicatore di un rischio cardio-metabolico legato all’infiammazione e allo stress, che si rende evidente dai 65 anni di età, e risulta più che doppio rispetto alle donne con sintomi lievi o assenti. È necessario, quindi, far crescere la consapevolezza che prendersi cura della donna in menopausa in senso preventivo con uno stile di vita sano e anche con l’uso di terapie ormonali laddove necessarie, come la TOS, ormai considerata uno strumento sicuro ed efficace, rappresenti un importante tassello nel panorama socio-sanitario del nostro Paese».

Il manifesto della Giornata Mondiale della Menopausa di quest’anno è proprio dedicato alla Salute cardiovascolare della donna. Molte le polemiche, soprattutto in passato, sull’utilizzo di Terapie ormonali sostitutive, sia per il rischio cardiovascolare che di tumore al seno. Ci puoi puntualizzare i vantaggi di queste terapie e chi dovrebbe assumerle?
«Mi fa molto piacere che la Giornata della Menopausa di quest’anno sia dedicata alla Salute cardiovascolare, come abbiamo discusso nella “Scuola di Menopausa” che si è da poco conclusa a Napoli. Anche perché proprio di recente è stato pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista internazionale Circulation, in cui si conferma che l’utilizzo degli estrogeni, associati al progesterone o ai progestinici per proteggere l’utero, si è dimostrato efficace nel prevenire il rischio cardio-vascolare (infarto, scompenso cardiaco, ictus) e metabolico in donne che presentano sintomi vasomotori da moderati a severi, oltre a ridurre il rischio di frattura a causa di osteopenia/osteoporosi progressiva nei primi 10 anni dall’inizio della menopausa. Estradiolo e progestinici naturali rappresentano la prima scelta in donne più a rischio con un ottimo profilo di sicurezza sulla trombosi e sul tumore della mammella, ma comunque ciascuna terapia può essere utilizzata al fine di curare sintomi specifici oltre alle vampate di calore, per esempio i disturbi dell’umore o della vita sessuale, oltre che per prevenire l’osteoporosi. Estrogeni “intelligenti” che non richiedono l’uso del progestinico e sembrano più sicuri per il rischio di tumore della mammella diventeranno nuovamente disponibili in Italia a breve. Una nuova classe di farmaci non ormonali per la cura delle vampate di calore arriverà nel prossimo futuro sul nostro mercato e potrà essere di aiuto in tutte quelle situazioni dove le terapie ormonali sono controindicate. Fondamentale è la personalizzazione della terapia in termini di tipo di molecole, dose e durata sulla base del profilo individuale di ciascuna donna. Ciascuna terapia, oltre a ridurre i sintomi, deve essere concepita per promuovere benessere psico-fisico e lo stato di salute, a patto che vengano seguite le più aggiornate linee guida delle società scientifiche nazionali ed internazionali».

A conclusione di questa intervista, come possiamo fare per superare lo stigma che purtroppo è ancora diffuso tra le donne, di cui solo il 10% ricorre alla TOS e anche tra gli specialisti, spesso restii a proporre queste terapie?
«È necessario far crescere la consapevolezza che prendersi cura della donna in menopausa in senso preventivo, con uno stile di vita sano e anche con l’uso di terapie ormonali se necessarie, rappresenta un importante tassello nel panorama socio-sanitario del nostro Paese. Il medico in particolare deve allearsi con la donna per indurla a mettere in pratica gli otto fattori essenziali per la salute cardiovascolare che sono rappresentati da: dieta sana, attività fisica, astinenza dal fumo, sonno ristoratore, peso regolare, normale glucosio nel sangue, normale assetto dei grassi nel sangue, pressione arteriosa nella norma. Del resto la Giornata Mondiale della Menopausa, che si celebra dal 18 ottobre 2011, grazie all’azione della Società Internazionale della Menopausa (IMS), ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione femminile e tutti gli operatori potenzialmente coinvolti in tema di promozione della salute cardiovascolare, un aspetto prioritario delle cure sanitarie».

di Paola Trombetta

Una nuova combinazione terapeutica per le vampate

Prima dei 40 anni le donne ignorano i possibili disturbi della menopausa: lo rivela un’indagine online condotta nel Regno Unito su un campione di oltre tremila donne di età superiore a 40 anni, per lo più con un alto livello di istruzione, pubblicata sulla rivista BMC Women’s Health. Molte di loro hanno ammesso di possedere conoscenze limitate e di essere impreparate ad affrontare i cambiamenti fisici e psicologici associati a questa nuova fase, tanto che il 57,5% delle donne in postmenopausa ha dichiarato di trovarsi in un momento molto difficile.
«In questo periodo è fondamentale il rapporto con il ginecologo per discutere sull’opportunità di trattare i sintomi, sottolineando che non ci si trova di fronte a una condizione ineluttabile di cambiamento in senso negativo: oggi abbiamo a disposizione molte frecce nel nostro arco», puntualizza Stefano Lello, Presidente Società Italiana di Ginecologia dellaTerza Età (SIGiTE). «Esistono una serie di trattamenti, identificati come Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS), che veramente possono aiutare le donne nel loro presente, ma anche migliorare il loro futuro, prevenendo quelle condizioni che si associano nel tempo con lo stato menopausale. Mi preme sottolineare che una donna di 50 anni con le famose vampate, se non trattate, sarà in futuro una donna più predisposta ad una serie di condizioni, come osteoporosi e patologie cardiovascolari e anche a patologie neurodegenerative. Rispetto al passato, oggi la ricerca mette a disposizione terapie sempre più sicure. Una di queste è il TSEC (Complesso Estrogenico Tessuto Selettivo), una combinazione di Estrogeni Coniugati e Bazedoxifene in grado di contrastare vampate, sudorazioni notturne e disturbi del sonno che hanno un impatto notevole sulla qualità della vita quotidiana e sul senso di benessere. Inoltre, il TSEC può proteggere efficacemente il tessuto osseo dal rischio della osteoporosi. In particolare, è importante sapere che oggi è possibile personalizzare il tipo e durata del trattamento, garantendo il profilo di sicurezza più alto possibile. In questo senso, l’arrivo di una terapia che combina estrogeni coniugati e Bazedoxifene (senza progestinico), contribuisce sicuramente ad un possibile ampliamento del numero di utilizzatrici della TOS, anche alle donne per le quali i progestinici non sono indicati, garantendo il benessere duraturo in menopausa, perché trattarsi oggi significa vivere bene anche il domani». P.T.

Articoli correlati