Il pediatra deve essere referente fino a 18 anni

Estendere la fascia di competenza della Pediatria di Famiglia fino ai 18 anni. È la proposta lanciata la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), nel corso del 52° Congresso nazionale della Federazione che si è da poco concluso a Roma. Obiettivo: rafforzare la continuità assistenziale agli adolescenti, “terra di mezzo”, sprovvisti di una adeguata presa in carico da una figura professionale referenziale, proprio in una età fragile e bisognosa di più tutele e attenzioni, insieme alle loro famiglie. Una proposta che garantisce sostenibilità anche al sistema.

«L’adolescenza – spiega Antonio D’Avino, Presidente nazionale FIMP – è un passaggio complesso, caratterizzato da vulnerabilità biologiche, psicologiche e sociali, in cui si concentrano fragilità emotive, difficoltà identitarie e comportamenti a rischio. Oggi la transizione alla medicina dell’adulto è spesso disorganizzata e può tradursi in discontinuità assistenziali e abbandono dei percorsi di cura. Il Pediatra di Famiglia è il riferimento più adeguato: conosce il paziente fin dall’infanzia, intercetta precocemente i segnali di disagio e accompagna la crescita anche sul piano educativo e relazionale».

A sostenere questa affermazione ci sono oggi nuovi fattori e bisogni: i disturbi psicologici e dell’umore, comportamenti a rischio legati all’uso di alcol e droghe, disturbi alimentari, ritiro sociale, rapporto problematico con il web e i social, aumento di patologie croniche come l’obesità che sono sempre più emergenti e crescenti nei giovani; segnali dell’aumentata complessità dell’età adolescenziale che il Servizio sanitario nazionale non può permettersi di sottovalutare, dall’altro il calo della natalità. Quest’ultimo dato demografico sta ridisegnando il fabbisogno assistenziale sul territorio, in cui l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni rappresenta anche una leva di sostenibilità, valorizzando competenze già presenti e adattandole ai cambiamenti socio-demografici.

«La proposta della FIMP – conclude D’Avino – si inserisce in una visione più ampia di rafforzamento della medicina territoriale e delle cure primarie pediatriche, con l’obiettivo di costruire un sistema più equo, accessibile e capace di rispondere ai cambiamenti. Ci auguriamo che possa trovare spazio nell’atto di indirizzo del nuovo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per il triennio 2025-2027 della Pediatria di Libera Scelta».

Francesca Morelli

 

 

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