Un investimento di quasi 8 milioni di euro a favore di 70 tra progetti di ricerca e borse di studio, con l’obiettivo di sviluppare metodi di diagnosi e cura più precisi, sicuri ed efficaci per i tumori dei bambini e degli adolescenti. Si rinnova anche quest’anno l’impegno di AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile (15 febbraio), verso i più giovani colpiti da una patologia oncologia: circa 2.200 bambini e adolescenti tra 0 e 19 anni ogni anno. La ricerca e il progresso scientifici hanno cambiato lo scenario dei tumori pediatrici consentendo ad esempio di raggiungere una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di oltre l’80%.
Ma molte sfide restano ancora aperte, soprattutto verso le 50 malattie rare, oggi note, che richiedono protocolli di cura altamente specializzati, spesso difficili da attuare per la rarità della stessa patologia, approcci multidisciplinari e lo sviluppo di cure sempre più precise ed efficaci. Tra questi tumori, c’è il rabdomiosarcoma pediatrico, il più frequente sarcoma dei tessuti molli in bambini e adolescenti, su cui sta lavorando Gianni Bisogno, oncologo pediatra e ricercatore AIRC presso l’Università degli Studi di Padova e l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza (IRP), puntando a sviluppare anticorpi monoclonali derivati da pazienti guariti da questa malattia, per contrastare le forme di resistenti alle terapie standard in cui la prognosi è estremamente sfavorevole.
«Abbiamo fatto enormi passi avanti rispetto a trent’anni fa: oggi disponiamo di strumenti diagnostici sofisticati, di terapie mirate, immunoterapie e, in alcuni casi, di terapie cellulari – dichiara il Professor Bisogno – Tuttavia dobbiamo continuare a migliorare perché ogni nuovo bambino che si ammala ci ricorda che la ricerca è la nostra unica possibilità per arrivare alla cura».
Portando a risultati importanti, come nel caso di Giulio, oggi specializzando in urologia a Bologna al quale nel 2013, ancora adolescente, è stato diagnosticato un rabdomiosarcoma, curato a Padova dal Professor Bisogno. «Durante la chemioterapia ho fatto molta fatica – racconta – ma probabilmente la giovane età mi ha aiutato ad affrontare tutto come qualcosa che andava fatto. Oggi studio medicina, so bene quanto sia importante la ricerca e un giorno mi piacerebbe poter contribuire in modo concreto ai progressi della scienza».
Il progetto del professor Gianni Bisogno può essere sostenuto aderendo alla campagna di raccolta fondi promossa da Esselunga, attraverso il Catalogo Fìdaty, che ha consentito di donare oltre 1,7 milioni di euro grazie alle quasi 180 mila devoluzioni, raddoppiate dal contributo dell’azienda e da libere donazioni di sostenitori e aziende. La videostoria del professor Bisogno a questo link: https://youtu.be/HV9FGBG39jQ
Francesca Morelli