| In Italia sono circa 1 milione e 400mila le persone affette da psoriasi, una malattia infiammatoria autoimmune non contagiosa, cronica, multifattoriale e recidivante, ad alto impatto sistemico. Gran parte di questa popolazione sostiene, di tasca propria, le spese per visite specialistiche, analisi ematochimiche e monitoraggi periodici, inclusi gli oltre 137mila che convivono con una forma severa della patologia, che rende necessario l’utilizzo di trattamenti continuativi con farmaci biologici. Quando la spesa è a carico del paziente, si registra un drastico calo dell’aderenza terapeutica.
Questi dati trovano evidenza nel più ampio studio condotto nell’ambito del progetto RADAR-Psoriasi, promosso da APIAFCO per fornire una fotografia della gestione della psoriasi nella pratica clinica reale, valutando l’impatto epidemiologico, clinico, assistenziale ed economico nel contesto italiano. Insieme alle Società scientifiche SIDeMaST e ADOI e al laboratorio italiano per l’analisi, l’innovazione e il cambiamento delle politiche sanitarie e sociali Salutequità, la presidente Valeria Corazza lo presenterà nel corso della conferenza “Verso la Giornata mondiale della Psoriasi. Evidenze di real-world e proposte per un accesso più equo alle cure”, che si terrà martedì 27 ottobre a Roma, presso la Camera dei deputati, insieme a proposte mirate e sostenibili dal Servizio sanitario nazionale per un aggiornamento dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, coerente con il reale fabbisogno di chi soffre di forme severe della patologia. Un altro appuntamento della Giornata mondiale della Psoriasi, è il webinar dedicato ai soci. Nella diretta Facebook prevista per giovedì 29 ottobre (dalle ore 18.00), Valeria Corazza e il professor Paolo Gisondi, Direttore scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Verona, faranno il punto sulle attività svolte dall’associazione per “dare voce alla pelle”: il racconto di un impegno nato per tutelare il diritto alla salute e garantire un accesso equo alle cure più efficaci a chi soffre di psoriasi, ma anche a quanti soffrono di dermatite atopica, vitiligine, eczema cronico delle mani. Si tratta di malattie croniche che accompagnano chi ne è affetto per tutta la vita, con condizioni recidivanti e imprevedibili, che richiedono la gestione costante e possono influenzare il benessere fisico e psicologico di chi ne soffre. Ed è proprio a questo racconto che è ispirata la campagna social “Il nostro impegno è il vostro benessere”, presente sui canali Facebook e Instagram di APIAFCO a partire da lunedì 26 ottobre. <Un vero e proprio condensato di iniziative e progetti che l’associazione svolge in favore delle persone che soffrono di psoriasi, a cominciare dalle attività di advocacy: un pressing costante su Governo, Istituzioni e Regioni per ottenere l’introduzione della psoriasi nella seconda parte del Piano Nazionale Cronicità, per dare finalmente una cittadinanza a questa patologia, coniugando meglio accesso alle cure, innovazione, equità e sostenibilità>, puntualizza il professor Gisondi. <Un’altra importante azione è la richiesta ai LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, di estendere il codice di esenzione 045 ai pazienti con psoriasi cronica a placche moderata-grave, caratterizzata da indici di gravità analoghi a quelli di patologie che di tale esenzione già usufruiscono, come la psoriasi artropatica, pustolosa ed eritrodermica: non è più accettabile che patologie di gravità comparabile debbano sostenere costi differenti>. Su questi aspetti il dialogo con le Regioni è diretto e continuativo: <Siamo impegnati nella presentazione ad assessori e presidenti del Manifesto APIAFCO, un documento programmatico focalizzato sul miglioramento dell’assistenza sanitaria per i pazienti affetti da patologie dermatologiche croniche come la psoriasi, la dermatite atopica, la vitiligine, l’eczema cronico delle mani, avanzando dieci priorità strategiche, tra cui la partecipazione attiva delle associazioni ai tavoli tecnici regionali, l’introduzione di servizi di fototerapia domiciliare tramite la telemedicina e la semplificazione dei percorsi di accesso agli specialisti. Il livello regionale – conclude Valeria Corazza – può avere un ruolo importante e fare concretamente la differenza per i pazienti>. Paola Trombetta
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