Anche il cervello ha bisogno di esercizio fisico

Camminare, pedalare, allenare la forza all’interno di un programma strutturato: i benefici dell’esercizio fisico riguardano anche il cervello e la salute mentale. L’esercizio può ridurre i sintomi della depressione e migliorare le capacità motorie e funzionali in patologie come ictus, Parkinson e sclerosi multipla. Sul fronte della prevenzione, gli studi osservazionali associano una maggiore attività fisica a un rischio più basso di demenza. La sfida è tradurre queste evidenze in una prescrizione personalizzata, definendo tipo di esercizio, frequenza, durata, intensità e progressione in base alle condizioni e alle capacità della persona. È da queste evidenze che nasce “Exercise is Medicine: guida rapida alla prescrizione dell’esercizio fisico per la salute mentale e del cervello”, il terzo volume della collana promossa da Wellness Foundation, organizzazione non profit fondata nel 2003 da Nerio Alessandri, fondatore di Technogym. Avviata nel 2010 per favorire l’integrazione dell’esercizio fisico nella prevenzione e nella cura delle principali patologie croniche, la collana dedica per la prima volta un intero volume alla salute mentale e del cervello. La pubblicazione è stata realizzata sotto la supervisione del Comitato Scientifico di Wellness Foundation. Ispirata da Roberta Balestrino, neurologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e presidente dell’associazione Move Your Brain, che ha curato il coordinamento e la stesura di numerosi capitoli, la guida si è avvalsa del contributo di Joseph Firth, dell’Università di Manchester, e di diversi professionisti della Fondazione e di Technogym.

La pubblicazione è stata presentata a Palazzo Marino, nella cornice di Milano4MentalHealth, l’iniziativa promossa dal Comune di Milano per porre la salute mentale al centro del dibattito pubblico, sensibilizzare sul benessere psicologico e contrastare lo stigma. Portare queste conoscenze nella pratica clinica significa rispondere a un bisogno di salute che coinvolge persone, famiglie e sistemi sanitari. Come riportato nella pubblicazione, circa una persona su otto nel mondo convive con un disturbo mentale. La guida propone di integrare l’esercizio fisico nella prevenzione e nella gestione clinica, attraverso raccomandazioni utilizzabili dai professionisti sanitari e programmi compatibili con le esigenze della persona. La guida è articolata in tre sezioni: prevenzione primaria; trattamento delle principali patologie neurologiche, tra cui ictus, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, demenza e disturbo cognitivo lieve, epilessia ed emicrania; gestione di alcune condizioni mentali, come depressione, ansia, ADHD e disturbi bipolari e psicotici. Per ciascun ambito, le evidenze scientifiche vengono tradotte in raccomandazioni di prescrizione dell’esercizio fisico, come strumento terapeutico integrativo nella gestione del paziente.

Dopo un ictus, ad esempio, l’esercizio può sostenere il recupero del cammino e della capacità cardiorespiratoria; nel Parkinson, programmi specifici aiutano a lavorare su mobilità ed equilibrio; nella sclerosi multipla, l’esercizio strutturato può migliorare la funzione fisica e ridurre la fatica. Pensato per neurologi, psichiatri, medici di medicina generale e specialisti dell’esercizio, il volume sintetizza per ogni patologia le evidenze epidemiologiche e cliniche, le raccomandazioni disponibili e le indicazioni pratiche.

Il consiglio di essere più attivi resta il punto di partenza: come ricorda la guida, in linea con l’OMS, “ogni movimento conta” e anche quantità modeste di attività fisica apportano benefici rispetto all’inattività. Per chi è sedentario, iniziare a camminare e aumentare gradualmente durata e frequenza può essere un primo passo. Nel percorso clinico, questa indicazione generale si traduce in un programma di esercizio fisico definito e personalizzato dai professionisti.

Per la popolazione adulta, l’obiettivo resta di 150-300 minuti settimanali di attività aerobica moderata, oppure 75-150 minuti di attività vigorosa, o una combinazione equivalente, con attività di rinforzo muscolare almeno due giorni a settimana. Sono obiettivi di salute pubblica da adattare alle condizioni individuali: anche quantità inferiori apportano benefici.

Paola Trombetta

 

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