MELANOMA: ATTENZIONE AL SOLE DEL WEEKEND

Si espongono al sole per tutto il weekend e poter vantare così un’intensa abbronzatura con i colleghi di lavoro, non usando protezioni proprio per rendere più evidente l’effetto sole. E magari si sottopongono anche a qualche seduta con le lampade UV per dare più uniformità all’abbronzatura. Senza rendersi conto che sono proprio queste cattive abitudini ad accentuare il rischio di una malattia, come il melanoma, che colpisce in Italia 7000/8000 soggetti all’anno, con una mortalità che supera i 1500 e interessa sempre più le donne sotto i 40 anni. Lo studio dell’IARC (International Agency of Cancer Research), di cui avevamo già dato notizia sul nostro portale, attesta un aumento del 75% del rischio di melanoma nelle donne che hanno usato per molto tempo le lampade abbronzanti o si sono esposte al sole senza proteggersi. Ma non solo. Al recente Convegno nazionale di Napoli, promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) sui tumori della pelle, è stato ribadito che gli eccessi di esposizione solare durante l’infanzia triplicano il rischio di melanoma in età adulta. Per questo la Fondazione Melanoma si è impegnata a divulgare nelle scuole l’opuscolo “Salviamoci la pelle” (www.fondazionemelanoma.org),in cui sono riportate le dieci regole per proteggersi dal sole. E ha prodotto un fumetto che propone un tipo di abbigliamento anti-UV e spiega le regole della prevenzione e della diagnosi precoce, informando anche i lettori sulle nuove terapie in caso di malattia. Tra queste, i farmaci biologici sempre più personalizzati (Target therapy) di cui si è ampiamente discusso in occasione di un incontro promosso da Roche nella sede di Segrate dove viene prodotto un farmaco (vemurafenib) distribuito in tutto il mondo per il melanoma con metastasi. Purtroppo in Italia questa terapia non ha ancora ottenuto l’approvazione dell’AIFA (Agenzia per la validazione dei farmaci) ma viene garantita da Roche ai pazienti (finora 350) che hanno un tumore con il gene mutato BRAF V600 e che risponde bene a questo farmaco. <Si tratta di una mutazione, presente nel 50% dei melanomi, di un gene BRAF V600 che produce una proteina anomala, in grado di aumentare la proliferazione cellulare> spiega il professor Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e dirigente medico del Dipartimento Melanoma dell’Istituto dei Tumori “Pascale” di Napoli. <“Spegnendo” l’attività di questa proteina, si rallenta la diffusione del tumore. Per questo vemurafenib è molto efficace e pratico da usare, anche perché viene somministrato in compresse, a differenza degli altri farmaci per via endovenosa che continuano comunque ad essere utilizzati per gli altri tipi di melanoma, senza il gene mutato. Particolarmente promettente sembra essere anche ipilimumab, un altro farmaco biologico che potenzia il sistema immunitario contro il tumore>. Entrambi questi farmaci, che sono in grado di aumentare la sopravvivenza dei pazienti con melanoma metastatico, destinati nel giro di un anno dalla diagnosi a morire, non sono ancora stai approvati dall’AIFA a differenza dell’Europa e degli Stati Uniti dove sono già in uso nella pratica clinica. Per questo una delegazione di pazienti della Fondazione Melanoma il 23 e 24 aprile ha presentato una richiesta al Parlamento europeo di Bruxelles per sollecitare la disponibilità dei farmaci e richiedere maggiori garanzie per la cura di questo tumore. E il 7 maggio si è celebrato l’Euromelanoma Day, la tradizionale Campagna d’informazione e prevenzione, promossa per l’Italia dalla Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST). Saranno aperti i centri dermatologici pubblici e privati per ricevere informazioni sul melanoma e tutti i tumori della pelle. Sabato 5 maggio i dermatologi saranno a disposizione del pubblico anche sulle principali piazze. Per informazioni: www.sidemast.org. Dal 28 maggio al 26 giugno in 11 piazze italiane transiterà un truck dove sarà distribuito materiale informativo e si potranno effettuare visite gratuite. Per info: www.myskincheck.it.

di Paola Trombetta  

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