ENDOMETRIOSI? SOLO NEI CENTRI SPECIALIZZATI

Ha fatto scalpore e suscitato sgomento il recente fatto di cronaca di una donna di Torino, affetta da endometriosi, morta dopo aver subito ben sei interventi chirurgici in un solo mese. <L’endometriosi è una patologia estremamente complessa che deve essere curata nei centri specializzati e con un approccio chirurgico “conservativo, selettivo e ricostruttivo”, secondo le raccomandazioni della World Endometriosis Society, non già con interventi demolitivi, come è stato il caso della signora di Torino> fa notare il professor Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione Italiana Endometriosi (www.endometriosi.it). <Purtroppo oggi, sempre più spesso, si interviene con una chirurgia troppo invasiva su questa malattia che riguarda una donna su tre, anche di età molto giovane (3 milioni di donne in Italia) e viene diagnosticata quasi sempre a uno stadio già avanzato, dopo 7-9 anni dalla comparsa dei sintomi (dolori intensi durante il ciclo, che a volte impediscono addirittura di andare a lavorare, difficoltà ai rapporti intimi, mestruazioni abbondanti, spossatezza, anemia) spesso sottovalutati dal medico. Se si individua precocemente, si può intervenire con cure appropriate e, nei casi più gravi, con tecniche chirurgiche che preservino l’apparato riproduttivo della donna. L’endometriosi è infatti una delle principali cause di sterilità>. A Roma, è stato inaugurato di recente un centro di Procreazione medicalmente assistita dedicato alle donne affette da endometriosi, presso il Rome American Hospital.

 

IN ARRIVO NUOVI TEST E NUOVE CURE

Come si può individuare precocemente la malattia? <Il sintomo più caratteristico è il dolore intenso e costante in fase ovulatoria e durante la mestruazione, che provoca spesso un abbondante sanguinamento. Già questo dovrebbe indurre il ginecologo ad avere dei sospetti che potrebbero essere confermati da un’ecografia transvaginale, in grado di diagnosticare però solo l’endometriosi a livello ovarico> puntualizza il professor Signorile. <Ci sono alcuni marcatori nel sangue (Ca 125 e Ca 119) presenti però solo in un terzo delle pazienti. In arrivo un nuovo test diagnostico, su alcuni liquidi organici, che potrà indicare la presenza, anche allo stato iniziale, di endometriosi>.

Per quanto riguarda le nuove terapie, che controllano i sintomi, ma difficilmente riescono a guarire l’endometriosi, entro l’anno dovrebbe ottenere l’indicazione specifica per la cura di questa malattia il progestinico Dienogest, già presente in alcune pillole contraccettive che vengono usate in modo continuativo dalle donne con endometriosi. <Questo progestinico sembra avere una spiccata attività di controllo sulla proliferazione dell’endometrio ed è in grado di ridurre lo stato infiammatorio provocato dalla malattia> conferma il professor Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI). <Si è visto, inoltre, che un altro principio attivo, Ulipristal, contenuto nella pillola dei 5 giorni dopo, potrebbe dare beneficio per l’endometriosi. Uno studio condotto dall’Università di Barcellona ha confermato la riduzione dei fibromi, anche di grandi dimensioni, e lo stesso principio attivo verrà utilizzato per gli adenomiomi interni all’utero. E la scommessa dell’impiego futuro di questo farmaco potrebbe essere proprio l’endometriosi>.

Per informazioni e consulenze si può consultare il sito della Fondazione Italiana Endometriosi www.endometriosi.it, tel: 06/36306066 e il sito dell’Associazione pazienti che soffrono di questa malattia: www.endoassoc.it, con il numero verde: 800-031977. In molte città italiane vengono organizzati incontri, conferenze, congressi sull’argomento.

di Paola Trombetta

 

Articoli correlati