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SUMMARY:Numero solidale per la Campagna "Un sorriso per i bambini in ospedale"
DESCRIPTION:Un bambino sereno ha più forza per affrontare la malattia e per guarire. Lo sanno bene i 32 Dottor Sogni di Fondazione Theodora Onlus\, artisti professionisti specificamente formati per lavorare in ambito ospedaliero pediatrico\, che ogni anno regalano la magia di un sorriso a oltre 35.000 bambini e a circa 105.000 familiari in 38 reparti pediatrici di 17 presidi italiani. Con i loro camici colorati e i nomi fantasiosi\, i Dottor Sogni alleviano quotidianamente la sofferenza dei piccoli pazienti attraverso visite personalizzate in base all’età\, all’umore\, alla condizione medica e familiare. \nÈ proprio per continuare a garantire queste visite speciali a oltre 4.500 bambini ricoverati nei reparti di onco-ematologia che Fondazione Theodora Onlus lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Un sorriso per i bambini in ospedale”. Per sostenerla\, fino al 28 gennaio 2019\, basta inviare un SMS o chiamare da rete fissa il numero solidale 45583 e donare così 2 oppure 5 o 10 euro. Con i fondi raccolti\, i Dottor Sogni potranno continuare la loro attività presso i reparti di onco-ematologia pediatrica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano\, dell’Ospedale San Gerardo di Monza\, dell’Istituto Gaslini di Genova\, del Policlinico Umberto I di Roma e dell’A.O.R.N. Santobono Pausilipon di Napoli. \nI Dottor Sogni si prendono cura della “parte sana” del bambino che vuole esprimersi con la fantasia\, la meraviglia\, la risata e anche il pianto. Il loro intervento non si traduce quindi in un semplice spettacolo di intrattenimento ma cerca di creare un rapporto di fiducia\, di confidenza\, basato sul gioco e sull’accoglimento delle emozioni. \nPer questo progetto Fondazione Theodora Onlus può contare sul sostegno della testimonial Margherita Buy\, che ha prestato la sua immagine per la campagna di comunicazione\, e di tanti amici come Antonella Clerici\, Filippo La Mantia\, The Pozzoli’s Family e gli sportivi Cristina Chirichella e Filippo Lanza. \n  \n  \n
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SUMMARY:"Libero è il mio canto. Musiche di donne deportate"
DESCRIPTION:Il dramma umano si sublima nel canto di madri\, spose\, ragazze e donne anziane. Durante la Seconda Guerra Mondiale\, internate nei lager tedeschi\, nei gulag russi\, nei campi giapponesi e africani\, moltissime donne composero musica\, a volte con il consenso dei loro aguzzini\, a volte segretamente. Sono pagine di grande bellezza e valore\, che invitano a riflettere su un lato ancora poco conosciuto della creazione musicale\, quello femminile. La storia è ricca di musicisti famosi\, ma poche sono le donne compositrici conosciute. Queste musiche rivivranno in prima mondiale assoluta Roma\, il 16 gennaio 2019\, nel concerto LIBERO E’ IL MIO CANTO\, Musiche di donne deportate\, che avrà luogo all’Auditorium Parco della Musica\, sala Sinopoli\, ore 20.30\, per inaugurare le celebrazioni per il Giorno della Memoria 2019\, col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane\, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Università Ebraica di Gerusalemme e Rai Cultura. \n“È una pagina commovente e inedita della storia della musica\, che testimonia la straordinaria vena artistica femminile in un ambito\, quello della composizione musicale\, in cui le donne sono praticamente assenti. In un mondo in cui stanno rinascendo razzismi\, maschilismi e paura del diverso è importante dare voce ai valori di umanità\, accoglienza\, amore ed empatia che contraddistinguono l’universo femminile donne\, mettendo al centro la sofferenza di donne di diverse religioni e di diverse provenienze geografiche e sociali” spiegano le ideatrici dell’evento\, Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese\, che da sei anni organizzano il Concerto per il Giorno della Memoria per l’UCEI e la Presidenza del Consiglio. “La Musica è da sempre\, nella millenaria storia ebraica\, un linguaggio di espressione e comunicazione\, attraverso il quale si sono recitate preghiere collettive e  personali\, innalzati inni e lamentazioni\, lodi per i miracoli\, suppliche per le vicende strazianti e dolorose” dichiara Noemi Di Segni\, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane “Abbinando voce e strumenti\, specialmente quando sono le donne\, le madri ad esprimersi\, ci si immerge in un canto universale pur esprimendosi\, ciascuna\, nella propria lingua identitaria”. \nLe compositrici\, cancellate dalla storiografia ufficiale\, sono state scoperte grazie al lavoro appassionato e meticoloso del curatore del concerto\, Francesco Lotoro\, che da trent’anni raccoglie in tutto il mondo le musiche scritte da deportati e prigionieri nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Un patrimonio musicale (a oggi 8.000 opere musicali e 10.000 documenti) per la maggior parte inedito e sconosciuto\, che testimonia l’anelito umano a cercare bellezza e spiritualità anche nelle condizioni estreme\, senza arrendersi al Male. Il concerto si avvale di un cast eccezionale di interpreti. La voce emozionante di Cristina Zavalloni darà vita ai canti e le drammatiche storie delle compositrici saranno evocate Paola Pitagora. Da Tel Aviv\, guest star della serata sarà la cantante Aviva Bar-On\, deportata poco più che decenne nel campo di concentramento di Theresienstadt e fortunosamente sopravvissuta. \nSolisti di fama internazionale\, il Coro delle Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto dal M° Ciro Visco e l’Ilse Weber Choir preparato da Anna Maria Stella Pansini e un eccezionale ensemble di musicisti solisti\, la Legerkapelle\, completano il cast degli interpreti. La regia è di Angelo Bucarelli\, che già l’anno scorso curò all’Auditorium la messa in scena de Il Processo\, l’evento inaugurale del Giorno della Memoria 2018. \nLa celebre artista\, israeliana Michal Rovner\, considerata una delle massime artiste internazionali (uno de pochi artisti contemporanei ad aver avuto una grande personale al Louvre)\, ha donato i diritti di riproduzione della sua opera Givaa (2009) per la grafica del concerto. \n  \n  \n
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