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SUMMARY:AL VIA IL CONCORSO PER RACCONTARE LA PROPRIA ESPERIENZA DI MALATTIA
DESCRIPTION:\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n E’ partito in questi giorni un concorso letterario nazionale rivolto ai malati di tumore e ai loro familiari. L’obiettivo? Raccontare\, in versi o in prosa\, la propria esperienza di vita con la malattia per affrontare meglio le difficoltà. L’iniziativa promossa dalla Fondazione AIOM si chiama “Federica Le Parole della Vita” per ricordare una giovane che ha combattuto contro la sua malattia con determinazione\, continuando a scrivere\, sognare\, lavorare e progettare. Da oggi fino al 31 gennaio 2016 sarà possibile inviare i propri scritti a premioletterariofederica@fondazioneaiom.it.\n\n <In Italia nel 2014 i nuovi casi di tumore sono stati 365 mila\, circa mille al giorno- sottolinea la dottoressa Stefania Gori Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale Don Calabria-Sacro Cuore di Negrar e Segretario Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – I dati più recenti indicano una leggera sopravvivenza delle donne rispetto agli uomini: 63% contro 55%. Il tumore più diffuso nelle donne\, quello al seno\, registra ormai una guarigione del 90%. In generale la mortalià per tumore è in calo del 20%. Nonostante ciò\, la diagnosi di tumore rappresenta ancora una sfida. Il paziente deve vincere la sua battaglia contro la malattia e un familiare affronta e partecipa anche lui alle difficoltà e sofferenze del proprio caro. E infine i medici\, infermieri e tecnici del sistema sanitario nazionale devono assicurare le cure e l’assistenza migliori. Ognuno ha quindi una sua storia da poter raccontare>. <La scrittura può essere uno “strumento terapeutico” – afferma il dottor Fabrizio Nicolis direttore sanitario dell’Ospedale Don Calabria-Sacro Cuore di Negrar e Vice Presidente della Fondazione AIOM – In Italia più del 50% dei pazienti riesce a sconfiggere la malattia. Eppure il tumore rappresenta ancora un tabù\, qualcosa che fa paura e del quale è meglio non parlare. Con il concorso “Federica Le Parole della Vita” vogliamo rompere il muro del silenzio e incoraggiare tutti coloro che vivono\, o hanno vissuto la malattia a raccontarsi. Condividere emozioni\, stati d’animo\, consigli e speranze può far sentire meno soli. Inoltre scrivere e dar voce alla propria dimensione intima aiuta ad affrontare meglio le difficoltà quotidiane legate al cancro>. <La nostra Fondazione è da anni impegnata nell’avvicinare i medici ai pazienti – sostiene il dottor Carmelo Iacono direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta e Presidente Nazionale della Fondazione AIOM -. E’ con questo spirito che abbiamo dato il via al concorso Federica. La giuria è composta da medici ed esponenti del mondo della cultura. La cerimonia di premiazione avverrà il 21 maggio 2016 a Verona durante un evento speciale interamente dedicato alla lotta al cancro>. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n Ufficio stampa AIOM\n 030.226105 – 3487637832  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n   \n
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SUMMARY:SMS PER I BAMBINI DISABILI DEL CAMERUN
DESCRIPTION: Per i 93 milioni di bambini disabili che vivono nei Paesi in via di Sviluppo\, curarsi\, giocare e andare a scuola non sono diritti primari\, ma lussi inaccessibili. \n\n Il Camerun è uno di questi Paesi: qui\, il 23% delle persone che hanno dai 2 ai 9 anni vive con almeno un tipo di disabilità insorta a causa di malattie come polio\, malaria\, lebbra\, morbillo. Mali che\, quando non uccidono\, lasciano in eredità alle piccole vittime questa pesante condizione. Per aiutare questi bambini\, fino al 23 gennaio 2016\, l’organizzazione umanitaria Dokita Onlus lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Tutti Uguali”. Inviando un SMS solidale al 45506 o chiamando lo stesso numero da rete fissa si possono donare 2 o 5 euro. \n\n Il ricavato servirà per sostenere il centro di accoglienza e riabilitazione fisioterapica per giovani e bambini disabili Foyer de l’Esperance\, nel Sud del Camerun\, a Sangmélima. In particolare\, le donazioni saranno impiegate per acquistare un veicolo attrezzato per il trasporto delle carrozzine\, necessario sia ad accompagnare a scuola i bambini non autosufficienti\, sia a condurre i bambini presso le strutture medico-ospedaliere più lontane. Inoltre\, saranno acquistate nuove apparecchiature necessarie per le cure fisioterapiche. L’obiettivo è quello di garantire supporto medico e integrazione sociale e scolastica a 1.500 minori con disabilità motoria. \n\n Essere un bambino disabile in Africa\, infatti\, quasi sempre vuol dire essere condannati a un futuro di emarginazione e povertà. Mancano le strutture sanitarie adeguate e spesso le barriere architettoniche e socio culturali trasformano la disabilità in sofferenza e isolamento. Qui i ragazzi con bisogni speciali non godono delle stesse opportunità che i loro coetanei hanno nei Paesi più ricchi e sviluppati\, e non solo dal punto di vista delle cure e dell’assistenza: non hanno accesso all’istruzione\, perché le scuole sono per loro irraggiungibili e non attrezzate per accoglierli. Il più delle volte\, poi\, vengono allontanati dalle stesse famiglie\, che non hanno le possibilità economiche per prendersi cura di loro. \n\n Il Centro Foyer de l’Esperance è una delle tre strutture per giovani disabili che Dokita gestisce in Camerun\, offrendo ogni anno cura e assistenza a oltre 5.500 persone con disabilità. La responsabile è Suor Laura Figueroa\, missionaria della Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione\, controparte locale di Dokita da oltre trent’anni. \n\n   \n
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SUMMARY:GIOVANI POETESSE DI ARTEMISIA E SNODI NETWORK AL CONSERVATORIO DI MILANO
DESCRIPTION: Sabato 16 gennaio\, ore 16\, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano\, le ragazze della comunità Artemisia Junior si esibiranno in una lettura al pubblico dei testi del libro UrlO (ed. Odon)\, che raccoglie una serie di componimenti poetici scritte da loro stesse durante il laboratorio di scrittura creativa svoltosi in comunità con la guida della dottoressa Sofia Caviezel. \n\n “Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia\, affamate nude isteriche…”\, recitava Allen Ginsberg nel 1955 nella sua opera Urlo. Proprio sulla scia del massimo esponente della beat-generation\, i giovani della comunità Artemisia si sono confrontati\, restituendo parole che\, anche sotto l’aspetto grafico\, rivestono un significato che va al di la della semplice espressione vocale\, “giocando” con i caratteri delle parole\, la spaziatura del testo e il bianco della pagina. \n\n Il progetto artistico assume non solo valore in quanto prodotto editoriale\, ma emerge come insolita e validissima esperienza terapeutica. Le autrici sono infatti in cura presso la comunità Artemisia Junior\, che dal 2014 accoglie giovani con disturbo di personalità borderline e le tratta con l’innovativo metodo GET\, messo a punto da un’equipe dell’Ospedale San Raffaele. La scelta di portare UrlO in pubblico è stata curata da Davide Gualtieri\, docente presso il Conservatorio di Milano\, fondatore dell’Art Performing Ensemble ed organizzatore dell’incontro\, che ha scelto la modalità espressiva più adatta ai testi del volume\, facendo accompagnare la lettura con strumenti e immagini adatti a incrementare la carica emotiva delle parole declamate. \n\n I Centri di accoglienza Artemisia sono Comunità Educative Mamma-Bambino che operano in Lombardia e Piemonte\, nelle province di Lecco\, Lodi e Alessandria. La loro attività si concentra su interventi in favore della tutela del minore\, del sostegno e della verifica delle competenze individuali dei genitori e del sostegno alla maternità. Nei centri di accoglienza\, educatori professionali e psicologi attuano progetti per il recupero individuale e sociale dei bambini ospitati\, delle loro madri o di singole donne inviate dal servizio sociale. I Centri Artemisia operano in rete tra loro\, con la comunità educativa per minori di entrambi i sessi Kirikù\, attiva dal 2003 a Cavenago D’Adda (LO) e con la comunità educativa femminile per minori Artemisia Junior\, sempre nel Comune di Cavenago D’Adda (LO). Il lavoro di razionalizzazione dell’operato della dirigenza dei Centri d’accoglienza\, che da più di 20 anni operano sul territorio lombardo\, sfocia oggi nell’ ideazione del marchio SNODI – NETWORK DI RIABILITAZIONE PSICOLOGICA \n\n Per informazioni e interviste: \n\n Caterina Gatti – responsabile comunicazione Snodi Network e Centri Artemisia\, cate.gatti@yahoo.it\, cell: 328.5838788. \n\n Sito web: www.snodi.net \n
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