Stop alle fratture! Impara a riconoscere i campanelli d’allarme

La storia di Rosa, di come ha preso in considerazione i campanelli d’allarme ed è arrivata a una corretta diagnosi presso un Centro per il trattamento dell’osteoporosi severa, è protagonista della Giornata mondiale dell’osteoporosi (20 ottobre), al link: http://www.stopallefratture.it/storia-paziente-rosa.aspx. L’osteoporosi che, negli ultimi decenni è diventata una vera priorità sanitaria, è la principale causa di fratture da fragilità ossea. Queste fratture, che si presentano con persistenti dolori ossei, sono i campanelli d’allarme dell’osteoporosi severa. La World Health Organization stima che ogni 3 secondi si verifica una frattura da fragilità osteoporotica a carico di femore, polso e vertebre. Ciò equivale, nel mondo, a circa 25 mila fratture al giorno o 9 milioni all’anno. Campanelli d’allarme che non vanno sottovalutati, come sottolinea la IOF (International Osteoporosis Foundation) che, per la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi 2018, ha scelto come claim ‘THIS IS A SIGN’ http://worldosteoporosisday.org/. Un tema molto importante per il corretto percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale di tutte le pazienti, come sottolineano anche gli esperti della Campagna “Stop alle Fratture”, prima iniziativa educazionale italiana sulle possibili conseguenze della fragilità ossea. Scopo della Campagna è la sensibilizzazione di tutte le donne, a partire dai 50 anni di età, affinché si informino correttamente sull’osteoporosi e sui rischi legati alla fragilità ossea, agendo in modo tempestivo per proteggere il proprio stato di salute.

«L’osteoporosi è una patologia che interessa, nel mondo, oltre 200 milioni di donne, di cui 4 milioni nel nostro Paese, la cui causa è la progressiva perdita di massa ossea, con manifestazioni che possono essere anche molto precoci>, dichiara la dottoressa Giuseppina Resmini, Responsabile del Centro per lo Studio dell’Osteoporosi e delle Malattie Metaboliche dell’Osso, ASST Bergamo Ovest e membro del board di “Stop alle Fratture”. <Si tratta di una patologia che interessa il 30% di tutte le donne in menopausa, ma può insorgere anche dai 45 anni se la menopausa è precoce, condizione che coinvolge circa il 4-5% della popolazione femminile. Molto spesso, il primo campanello d’allarme è la frattura vertebrale, che viene confusa con un banale mal di schiena, mentre può rappresentare l’inizio della cosiddetta “cascata fratturativa”: il 20% delle pazienti riporta infatti una seconda frattura vertebrale entro un anno, mentre il rischio di frattura femorale aumenta di 2 volte. Ecco perché la parola d’ordine contro l’osteoporosi deve essere INFORMAZIONE: corretta, tempestiva, efficace, perché non è mai troppo presto per sottovalutare segnali, come la schiena che si incurva, il calo di statura o un dolore continuo di lieve o moderata entità che si manifesta, ad esempio, restando in piedi a lungo».

Paola Trombetta

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