In arrivo la “Road Map” per le donne con tumore al seno metastatico

Ogni anno 5 mila donne ricevono una diagnosi primaria di tumore al seno e circa 37 mila, pari al 20-30% dei casi che vanno incontro a ricaduta, convivono con questa forma di malattia. Più difficile da curare e con una sopravvivenza di circa 2 anni e mezzo. «Il percorso di queste pazienti – spiega Laura Biganzoli, presidente di Eusoma (European Society of Breast cancer Specialist), direttrice del Centro di senologia dell’Ospedale di Prato e membro italiano di EWG (European Working Group) – è molto eterogeneo, non solo per le caratteristiche della malattia, molto variabili da caso a caso, ma anche per la presenza di disparità regionali nell’organizzazione e nel finanziamento dei trattamenti». Rischiando così di ”dimenticare” queste donne: un’ eventualità inaccettabile per la scienza medica che vuole riportare una nuova attenzione sul tumore al seno metastatico con una “Road Map”. Un documento, redatto dall‘EWG, composto da clinici, istituzioni, associazioni pazienti e stakeholder che per la prima volta traccia una “guida”, ovvero un percorso chiaro e preciso per affrontare la malattia al meglio e con uniformità, a livello italiano e europeo.

«E’ molto importante concentrare l’attenzione su di loro – aggiunge Biganzoli – e non soltanto sull’80% di donne che per fortuna guariscono: oltre alle migliori cure, tutte le donne con questo tipo di tumore hanno diritto ad avere una vita sociale e lavorativa di buona qualità e “normale”, nonostante le difficoltà associate ai trattamenti e ai frequenti controlli in ospedale». Sono 4 le richieste contenute nel documento: offrire a queste pazienti una assistenza basata sulla conoscenza, aumentando l’utilizzo dei registri tumori e pensando a percorsi terapeutici su misura; promuovere una ricerca sempre più orientata alla raccolta di dati provenienti dalla “Real Word Practice’, dall’esperienza diretta delle donne; garantire un accesso paritario a cure e trattamenti che tengano conto non solo della sopravvivenza, ma anche della qualità di vita; dare maggior sostegno a pazienti e care-giver, migliorando le tutele sul lavoro e garantendo aiuti economici, psicologici e lavorativi anche ai familiari. «Un rapido passaggio dalla ricerca scientifica alla ricerca clinica – precisa Giuseppe Curigliano, condirettore del Programma Nuovi Farmaci del Dipartimento di Oncologia e Emato-Oncologia dell’Università di Milano all’Istituto Europeo di Oncologia – ovvero abbreviando i tempi di approvazione dei farmaci, e una maggiore diffusione delle innovazioni terapeutiche che arrivano dalle sperimentazioni, potranno migliorare il controllo del carcinoma al seno metastatico e la qualità di vita delle pazienti. Nei centri di eccellenza le novità terapeutiche sono disponibili per tutte le pazienti: scopo della “Road Map” è portare questi percorsi di cura virtuosi ovunque sul territorio, investendo anche sulla migliore formazione degli oncologi». Serve dunque un’ azione di sensibilizzazione al tumore del seno metastatico capillare: «Da sempre il nostro Movimento è impegnato a sostenere queste donne – conclude Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia – a cui vogliamo garantire un maggiore riconoscimento del loro status, necessità e bisogno di supporto. Per questo abbiamo coinvolto alcuni esponenti politici in una campagna di attenzione per ottenere l’istituzione il 13 Ottobre, come già accade negli Stati Uniti, di una Giornata Nazionale dedicata al Tumore del seno metastatico. Da questo impegno sono scaturite due proposte di legge, depositate al Senato e alla Camera  che prevedono un percorso assistenziale mirato, l’accesso facilitato e omogeneo a terapie innovative e l’istituzione di un Osservatorio su questa tipologia di malattia per essere in  linea con quanto intrapreso in altri paesi Europei». Forse l’Italia con questa “Road Map” è sulla strada giusta.

Francesca Morelli 

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