50 ANNI E… NON SENTIRSELI

Si fa presto a dire: Sharon Stone è sempre bellissima, anche a 57 anni. Tanto da avere il coraggio di mostrarsi, recentemente, in total nude look sulla copertina di Harper’s Bazar. Altrettanto facile citare il nome di Madonna che, alla stessa età, manda in delirio il Madison Square Garden di New York, esibendosi senza reticenze – nel suo ultimo “Rebel Heart Tour” – tra croci in fiamme e ballerine travestite da monache seminude che ballano la lapdance. Forse loro, per essere così, hanno fatto qualche patto con il diavolo o hanno ingerito un miracoloso elisir… 

Chi, invece, vive nella normalità, deve constatare che dopo i 50, il viso cambia. «In questo periodo della vita di una donna, contrassegnato dalla menopausa (in fase iniziale o avanzata), si modifica l’equilibrio ormonale – conferma Magda Belmontesi, dermatologa a Milano e a Vigevano –. Gli estrogeni calano in modo significativo, a fronte di un lieve aumento degli androgeni». E gli effetti estetici? «Gli strati cutanei diventano più sottili, si riduce il grasso sottocutaneo, con conseguente perdita di tono dei tessuti», risponde l’esperta. È il momento di reagire. Perché non c’è inestetismo senza soluzione. A qualunque età.

 

Ritrova il turgore della pelle

Fino a un paio d’anni fa avevi il problema opposto. Il viso era spesso lucido, con impurità e pori dilatati. Poi la tua pelle ha cambiato rotta. E ora è opaca, disidratata e tende a desquamarsi con facilità. «Dai 50 anni in poi – spiega Magda Belmontesi – l’epidermide si rigenera più lentamente e diminuisce il naturale processo di idratazione». Scopri gli accorgimenti del caso.

Per far fronte alla secchezza cutanea, non basta una semplice crema nutriente. Alterna, piuttosto, un trattamento antiossidante a un’emulsione arricchita di isoflavoni di soia (cioè fitoestrogeni), che dona turgore e compattezza alla pelle. E un paio di volte la settimana, applica una maschera idratante dalla texture corposa, lasciandola in posa almeno venti minuti. Per un risultato al top, fai un ciclo di due, tre mesi con un integratore per bocca a base di fosfolipidi di soia e lattoalbumina.

 

Combatti le macchie

Compaiono un po’ ovunque sul viso, ma anche sulle mani. Sono le discromie, cioè le irregolarità del colorito, che diventano più evidenti e fastidiose proprio a questa età. «È il segnale che le cellule cutanee, in particolare i melanociti, stanno invecchiando – afferma la dermatologa –. Di conseguenza, hanno una minore capacità di autorigenerarsi o lo fanno in modo disordinato. Una volta “inceppato” il meccanismo, si formano macchie biancastre o brune, a seconda che si tratti di un deficit o di un eccesso di melanina. Il sole può accentuare gli addensamenti più scuri». Questo il piano d’attacco.  

Le macchie sono piccole e bianche? «In questo caso – chiarisce Magda Belmontesi – basta mascherarle con due correttori cremosi. Il primo, della stessa tonalità della pelle, va steso sulla parte interessata, sfumando il secondo, più chiaro, sui contorni. Poi un velo di fondotinta tamponato con la cipria e, se si è abbronzate, una pennellata di terra arricchita di perle iridate, che dona luce al viso e uniforma le irregolarità del colorito». Le macchie sono brune? Utilizza solo creme da giorno nutrienti e antiossidanti dotate di filtri solari elevati (SPF da 15 in su). Applicando di sera un trattamento a base di acidi schiarenti (glicolico, glicirretico, cogico e lipoico o tiottico) ed estratti vegetali (fiore di ibisco e del corbezzolo). In più “rinnova” spesso la pelle con un esfoliante “meccanico” o un prodotto ricco di retinolo o alfaidrossiacidi (AHA), che leviga la pelle mediante un’azione chimica. Le discromie sono molto evidenti? Due le soluzioni proposte dalla dermatologa. «In certi casi, può bastare un ciclo di 6-8 sedute (a distanza di 10-15 giorni) di un nuovo tipo di peeling specifico per le irregolarità della pigmentazione, il Brightening Peel Booster – prosegue Magda Belmontesi – a concentrazioni progressivament più elevate. A base di acido citrico (al 30%), acido cogico (3%) e arbutina (2%), deve la sua efficacia all’integrazione di un “booster” (dal nome del razzo propulsore che muove le navette spaziali), cioè un pool di sostanze attive che consentono di “centrare il bersaglio”: le macchie brune, appunto. Al termine del trattamento, compare un rossore ancora più lieve di quello conseguente ai normali peeling. In alternativa, si può ricorrere a una o due sedute di laser Q/Switched, in grado di “selezionare” ed eliminare le pigmentazioni color marrone. Non richiede anestesia: si avverte solo un leggero pizzicore. Le macchie si scuriscono subito, per poi sparire, nel giro di un paio di settimane, grazie a una spiccata desquamazione».

 

Rigenera il collo

A 50 anni, i contorni del viso possono essere ancora definiti. È il collo a rivelare impietosamente l’età. «Non è solo un problema di pelle meno elastica e compatta – dice la dermatologa – ma di cedimento del tessuto sottocutaneo. Con la conseguente accentuazione delle rughe orizzontali, le cosiddette “collane di Venere”. Inizia a perdere tonicità anche il muscolo portante, che si chiama platisma, con l’allargamento a V delle sue due bande verticali. Un inestetismo, quest’ultimo, che si può risolvere solo con un lifting chirurgico».

Al contrario, è possibile combattere segni del tempo e cedimenti cutanei. Segui gli step suggeriti dalla nostra esperta.    

«Applica sul collo trattamenti mirati, due volte al giorno. Al mattino, massaggia dal basso verso l’alto una crema nutriente ed elasticizzante, con acido jaluronico, che limita la perdita d’acqua della pelle, citochine, antinfiammatorie, NMF (fattore idratante naturale), estratti di equiseto, avena e germe di grano, burro di karité, ceramidi e glicoproteine, in grado di aumentare la coesione cellulare dei tessuti. Di sera, stendi – a cicli di due, tre mesi – un’emulsione levigante e rinnovatrice, a base di alfaidrossiacidici o, se la pelle è delicata, di poliidrossiacidi, che hanno le stesse proprietà delle sostanze precedenti, ma sono meno aggressivi». Questi accorgimenti non bastano? Puoi sottoporti a un trattamento soft di medicina estetica, che idrata in profondità, stimolando la pelle del collo ad auto-rigenerarsi. «Si chiama Hydroreserve ed è un nuovo tipo di bio-stimolazione con acido jaluronico stabilizzato Nasha (Non-Animal Stabilized Hyaluronic Acid) – specifica la dermatologa –. Lo specialista inietta il composto sottocute mediante aghi molto sottili, formando una vera e propria riserva d’acqua nei tessuti, che viene rilasciata gradualmente, richiamandone altra in superficie. L’epidermide riacquista tono e turgore, con un visibile effetto lifting. I primi risultati sono visibili già dopo 3-4 sedute, a distanza di dieci giorni. Poi ne basta una di mantenimento, ogni 3 mesi». 

 

di Monica Caiti

Articoli correlati